lunedì 8 luglio 2013

CLUTCHING LIFE – ROBERT HORRY AND THE 7 RINGS


Alzi la mano chi sa qual è l'unico giocatore della storia del basket americano, esclusi i partecipanti alla Dinastia Celtics tra il 1957 e il 1969 (11 titoli in 13 stagioni per i biancoverdi), ad aver vinto 7 anelli di campione NBA. Dai, azzardate qualche nome. Sicuramente starete pensando a Michael Jordan (fermo però a 6) o a Kareem Abdul-Jabbar (6 titoli anche per lui) o qualcuno azzarderà Magic Johson (5 anelli per il play dei Lakers anni '80) o magari Kobe Bryant (5 anche per l'altro idolo losangelino). Scommetto che pochi di voi sapranno, però, la risposta corretta: Robert Horry! Unico giocatore della storia ad aver vinto il titolo con 3 squadre diverse, come solo John Salley, più precisamente è salito sul trono 2 volte con i Rockets (1994-95), 3 con i Lakers (2000-2001-2002) e 2 con gli Spurs (2005-2007). Horry non ha semplicemente girato tra le franchigie alla ricerca di quella vincente nel periodo, giocando in essa solo pochi minuti da riserva di lusso, come va tanto di moda nella NBA attuale, ma è stato decisivo in ogni squadra in cui ha giocato. Ha superato nel 2008 Kareem Abdul-Jabbar come leader per partite giocate nei playoff (244) ed è anche il detentore del maggior numero di triple nelle Finals (53). Inoltre, è stato definito “Big shot Rob” per i suoi innumerevoli e decisivi clutch shots nei momenti più delicati e importanti di numerose partite di playoff. Ecco dunque 7 episodi che hanno reso Horry un mito della storia del basket, 7 come i suoi titoli conquistati in carriera. Partiamo!

22/05/1995 – Western Conference Finals – Houston Rockets @ San Antonio Spurs (Game 1)
Gli Spurs hanno chiuso la stagione regolare con il miglior record a Ovest e hanno strapazzato Denver nel primo turno (3-0), per poi aver ragione dei Lakers al secondo (4-2). I Rockets di Hakeem “The Dream” Olajuwon hanno avuto due turni di playoff infuocati, dopo essersi qualificati sesti in regular season, battendo alla partita decisiva sia Utah (3-2) che Phoenix (4-3). Sarebbe dunque normale aspettarsi una non troppo complessa vittoria degli Spurs nella serie che porta alle Finals. Robert Horry però non è, però, mai d'accordo con le facili previsioni. Il primo match si gioca all'Alamodone di San Antonio. Con 6,5 secondi sul cronometro e i padroni di casa avanti 93-92, il prodotto di Alabama si alza e segna il jumper decisivo che consegna la vittoria a Houston e ammutolisce l'arena. La partita si chiude 94-93 e i Rockets vinceranno la serie in 6 partite, anche grazie a questa fondamentale vittoria esterna. Rob, però, non ha ancora finito di stupire in questi playoff.

11/06/1995 – NBA Finals – Orlando Magic @ Houston Rockets (Game 3)
Detto di come i Rockets hanno raggiunto le finali, all'atto decisivo incontrano i Magic di Shaquille O'Neal, numeri #1 a Est in regular season, che hanno vinto i loro turni di playoff contro Boston (3-1), Chicago, priva di Jordan (4-2) e Indiana (4-3). Houston vince incredibilmente le prime due gare in trasferta, di cui la prima in un match assurdo in overtime, e si appresta a tornare tra le mura amiche per chiudere la serie e aggiudicarsi il secondo titolo consecutivo. A 20 secondi dal termine i texani sono avanti di una sola lunghezza e Olajuwon serve Horry fuori dall'arco. Nonostante la marcatura stretta di Horace Grant, Big shot Rob segna la tripla del 104-100 e mette la partita in cassaforte, tanto che Orlando segnerà da 3, ma la contesa finirà sul 106-103 per i padroni di casa. I Rockets chiuderanno con lo sweep nella successiva gara 4, vincendo l'anello numero due nella loro storia, con Olajuwon ancora MVP delle Finals, ma con un grande ringraziamento anche al loro nuovo idolo, Robert Horry.

10/06/2001 – NBA Finals – Los Angeles Lakers @ Philadelphia 76ers (Game 3)
Cambia casacca, ma non cambia il risultato. Horry gioca nei Lakers, testa di serie numero #2 a Ovest, che ha sbaragliato tutta la concorrenza per giungere alle Finals imbattuta (sconfitta Portland 3-0, mentre Sacramento e San Antonio 4-0) nei playoff. Dall'altra parte però ecco i Sixers, dominatori della stagione regolare a Est, ma in difficoltà nella post-season, dove però hanno sconfitto Indiana (3-1), Toronto (4-3) e Milwaukee (4-3), sudando sette camicie per arrivare in finale. Gara 1 non va secondo le previsioni e, con i 48 punti di Allen Iverson, Philadelphia si aggiudica il match. Dopo aver pareggiato la serie in gara 2, i Lakers vanno nella città dell'amore fraterno sperando di riconquistare il fattore campo. Ecco che con meno di un minuto di gioco e Shaq (poi MVP di quelle Finals) in panchina con 6 falli, Brad Shaw trova Horry nell'angolo per una tripla fondamentale. Canestro e +4 LA a 47 secondi dal termine. Rob non si ferma qui, però, segnando anche 4 tiri liberi decisivi da lì in avanti (lui che aveva solo il 44% dalla lunetta in quei playoff!) per la vittoria finale 96-91 della sua squadra. La serie cambia completamente volto da quella gara e i Lakers vincono agilmente le Finals per 4-1.

28/04/2002 – Western Conference First Round – Los Angeles Lakers @ Portland T.B. (Game 3)
I Lakers, testa di serie numero 3, affrontano nel primo turno dei playoff i Trail Blazers, numero 6 a Ovest. Al meglio delle 5, la serie è sul 2-0 per i ragazzi di Los Angeles, che giocano al Rose Garden per chiudere i conti. A 10 secondi dal termine, però, i padroni di casa sono avanti 93-91 e sembrano avere le mani sulla partita. Ecco però che Kobe Bryant trova Horry sul perimetro per la bomba del sorpasso. Il tiro va a segno e con pochi spiccioli rimasti sul cronometro i Lakers chiudono la partita e la serie sul 3-0. Ma, come nel 1995, il prodotto di Alabama non ha ancora finito di stupire in questi playoff.

26/05/2002 – Western Conference Finals – Sacramento Kings @ Los Angeles Lakers (Game 4)
I Lakers, dopo aver sconfitto Portland come abbiamo visto, hanno eliminato San Antonio in 5 partite per giungere alla finale di Conference, dove si trovano opposti ai Kings, numeri #1 a Ovest, che hanno fatto fuori Utah 3-1 e Dallas 4-1, senza particolari difficoltà. Ecco però che LA espugna l'ARCO Arena in gara 1, salvo poi finire sotto 1-2 e perdere nuovamente il fattore campo in gara 3. Gara 4 è quindi decisiva, se Sacramento vince vola sul 3-1 e può chiudere la serie nella partita successiva in casa. Ciò che succede in quella partita ha dell'incredibile. Con 40 punti nel solo primo quarto, i Kings volano a +24, vantaggio che diminuisce al +14 dell'intervallo e al +7 di fine terzo quarto. Con 11 secondi e spicci sul cronometro sono ancora sopra 99-97. Bryant cerca la penetrazione del pareggio, sbaglia il tiro, rimbalzo O'Neal, errore sul tap-in, Divac cerca di allontanare il più possibile il pallone dal proprio canestro, ma il possesso finisce nelle mani di Horry con 1 secondo rimasto dal termine. Big shot Rob si alza da 3 e ancora una volta trova solo il fondo della retina. Canestro e vittoria Lakers 100-99 in uno dei come-back più incredibili della storia NBA. La serie è pareggiata sul 2-2, ma la bilancia pende tutta dal lato di LA, vista la fantascientifica rimonta, con vittoria allo scadere. Espugnando la capitale della California in gara 7, i gialloviola volano alle Finals 2002, che vinceranno con uno sweep contro New Jersey.



19/06/2005 – NBA Finals – San Antonio Spurs @ Detroit Pistons (Game 5)
Terza maglia per Robert Horry, che però non ha ancora perso il suo vizio per gli anelli. La sua San Antonio arriva in finale, battendo abbastanza agilmente le sue avversarie, 4-1 contro Denver, 4-2 contro Seattle e 4-1 contro Phoenix, dove trova i Detroit Pistons. I campioni in carica hanno a loro volta eliminato Philadelphia 4-1, Indiana 4-2 e Miami (che prima della finale di Conference era 8-0 in quei playoff) 4-3. Gli Spurs vincono le prime due in casa abbastanza facilmente, ma allo stesso tempo subiscono due pesanti sconfitte a Detroit. Sembra sia proprio il fattore campo a essere decisivo per le sorti della serie, ma, come già detto, a Robert Horry i pronostici scontati non piacciono proprio. La partita è intensa, combattuta, finalmente giocata ad armi pari. Per 18 volte si stampa la parità, tra cui quella di 89-89 alla fine dei tempi regolamentari. Detroit nel supplementare è avanti 95-93 e palla in mano, ma Billups sbaglia il layup della vittoria. Con 9 secondi rimasti c'è ancora un'azione da giocare per San Antonio. Rob dalla rimessa passa la palla a Ginobili, che gliela riconsegna nelle mani. Prince vola a cercare di stoppare, ma è troppo tardi. La bomba di Horry va a segno e gli Spurs vincono il match 96-95, ancora una volta grazie a una giocata decisiva di Big Shot. Se non siete ancora convinti del fatto che sia l'uomo dei clutch shots, sappiate che a fine terzo quarto era a quota 0 punti. Ha chiuso con 21, canestro della vittoria annesso. I Pistons si arrenderanno in gara 7 e Robert si metterà al dito il suo 6° anello.

30/04/2007 – Western Conference First Round – San Antonio Spurs @ Denver Nuggets (Game 4)
San Antonio, numero 3 ad Ovest, incontra i Nuggets (6) al primo turno di playoff. Dopo l'iniziale sconfitta all'AT&T Center, nelle due gare successive gli Spurs ribaltano la situazione, portandosi a condurre per 2-1. In gara 4 però la situazione non è semplice per i texani, che comunque si mantengono sopra di una lunghezza a 30 secondi dal termine. A chiudere il match ci pensa come sempre il prodotto di Alabama, con una tripla che porta San Antonio sopra di 4, per poi chiudere il match 96-89 e la serie nel match successivo sul 4-1. Phoenix (4-1 Spurs), Utah (4-1) e la Cleveland di un giovane LeBron James (4-0), non fermeranno gli Spurs dalla conquista del loro quarto titolo, il settimo nella straordinaria carriera di Robert Horry.


I numeri, i canestri e le partite decise da Big shot Rob parlano da sé, non c'è bisogno di aggiungere altro a questi 7 aneddoti straordinari, come alle imprese del giocatore dai clutching shots più decisivi di sempre. Onore a Robert Horry e ai suoi 7, meritatissimi, titoli. Una collezione da invidiare per qualsiasi giocatore, ma anche per tutti gli appassionati di basket. E speriamo riesca ancora a tirare qualche tripla con tutti quegli anelli alle dita!


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