lunedì 13 maggio 2013

PLAY LIKE A RAVEN







Il mio primo articola sulla NFL non poteva che essere sulla squadra che ha vinto il Lombardi Trophy nella stagione da poco conclusasi: i Baltimore Ravens. Guardando il Super Bowl XLVII sono rimasto colpiti dagli uomini in nero-viola e soprattutto dal loro leader: Ray Lewis. Avidamente ho iniziato a masticare football ed ora eccomi qui a parlare della offseason dei Ravens. All’indomani della vittoria del Super Bowl alcuni grandi giocatori hanno scelto di ritirarsi o di cambiare squadra, i fans della squadra del Maryland erano a dir poco preoccupati per aver perso così tanti titolari in poche settimane e un filo di malumore iniziava a serpeggiare, ma una frase che ho imparato a conoscere è: “In Ozzie we trust”. Infatti il general manager Ozzie Newsome e il suo staff hanno operato in maniera egregia prima nella free-agency e poi nel draft; ed è proprio sul draft che mi concentrerò ora.

I Ravens partivano con 12 scelte, delle quali le prime e più importanti verso la fine dei rispettivi giri, ma in un draft ricco come quello di questo 2013 le possibilità di cogliere buoni frutti erano molto alte. Alla numero 32, nel primo giro, hanno scelto la safety Matt Elam da Florida; Elam è considerato uno dei migliori prospetti nel suo ruolo, è un po’ sotto taglia, ma ha una grande abilità sia nei tackles che nella copertura dei passaggi, è molto veloce ed è abile nel gioco aereo, un giocatore molto versatile con buone doti da leader e quasi sicuramente partirà come strong safety titolare già alla prima partita contro Denver. Al secondo giro i Ravens hanno deciso di scalare delle posizioni per prendere il linebacker Arthur Brown da Kansas State. Già il “trade up” evidenzia come volessero fortemente questo giocatore che dimostra una buona capacità di lettura dei blocchi ed è molto rapido a coprire tutto il campo sia contro giocatori più alti e grossi di lui che contro giocatori più piccoli e rapidi; come Elam è più basso della media, ma come il suo nuovo compagno era un leader al college e la leadership è una qualità che Ozzie e il suo team ricercavano diffusamente. Al terzo giro, un po’ inaspettatamente, è stato scelto un defensive lineman; Brandon Williams da Missouri Southern State. Il ragazzo è un colosso con piedi rapidi e braccia forti, è un divoratore di blocchi e può mettere molta pressione ai quarterbacks avversari, nella Division II dominava letteralmente le linee offensive avversarie e potrebbe essere una vera e propria gemma scovata in una piccola scuola del Missouri, molto probabilmente competerà nel training camp con Terrence Cody per lo spot di nose tackle. Con le due scelte al quarto giro sono stati presi l’outside linebacker John Simon e il fullback Kyle Juszczyk; se il primo  è un altro giovane leader che potrà crescere osservando i veterani, il secondo è un giocatore interessante in grado di ricoprire più ruoli, perché può essere utilizzato sia nelle azioni di corsa che nelle azioni di passaggio nel breve avendo infatti delle ottime mani.

Per quanto concerne gli ultimi tre giri, sono stati scelti due offensive lineman, Ryan Jensen e Rick Wagner, i quali potranno distinguersi nei vari workout e cercare di ottenere un ruolo come riserve, un cornerback, Marc Anthony, un receiver, Aaron Mellette e, a sorpresa, un defensive end, Kapron Lewis-Moore, giocatore attualmente infortunato, ma che prima di rompersi il crociato era considerato una scelta da secondo giro; Lewis-Moore avrà dunque l’opportunità di recuperare dal suo infortunio con tutta calma e apprendere il più possibile dai suoi compagni più esperti per essere poi pronto l’anno prossimo. In definitiva i Ravens hanno fatto un ottimo draft, concentrandosi soprattutto sul potenziare la difesa con l’aggiunta di 6 nuovi elementi, lascia tuttavia perplessi la scelta di non draftare un wideout prima del settimo giro. L’addio di Anquan Boldin lascia aperta una grossa questione nel reparto dei receivers, più volte la dirigenza ha affermato di essere contenta del gruppo di giovani giocatori già in seno alla squadra, ma essersi lasciati soffiare Quinton Patton al quarto giro dai 49ers appena prima di essere “on the clock” fa storcere il naso. Cedere qualche scelta agli ultimi giri per scalare anche solo poche posizioni sarebbe stata forse più azzeccata tuttavia solo il tempo ci potrà dire se anche questa è stata un’ottima mossa di Ozzie Newsome, dopotutto siamo solo all’inizio della offseason , le trade sono sempre possibili e soprattutto “In Ozzie we trust”.

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