giovedì 7 novembre 2013

WEEK 9 : COLORI, EPISODI ED EMOZIONI

La difesa dei Chiefs continua a essere un fattore dominante e Kansas City non si ferma più, alla nona vittoria in nove partite giocate. I Buccaneers raggiungono i Jags, alla loro bye week, sul fondo del barile, con otto sconfitte consecutive. Nick Foles è l'eroe di giornata, con un record incredibile, ma quasi tutti i match si concludono con un vantaggio risicato dei vincitori. È stata una settimana ricchissima di emozioni da raccontare e cominciamo proprio dal miracolo del quarterback degli Eagles!


Mettere a segno 7 passaggi da touchdown non è un'impresa qualunque, non è qualcosa per tutti. Farlo in soli tre quarti di gioco è qualcosa al limite dell'irrealtà. Michael Vick è ancora infortunato e l'attacco di Philadelphia non gira a dovere ormai da qualche settimana. La squadra della città dell'amore fraterno è ospite dei Raiders, non certo un avversario imprescindibile, ma ostico, soprattutto per gli Eagles visti nelle ultime settimane. Nick Foles decide di scrivere la più bella e importante pagina della sua storia, coadiuvato da interpreti come DeSean Jackson (5 ricezioni per 150 yard e 1 TD), Riley Cooper (5 ricezioni per 139 yard e 3 TD), Zach Ertz e LeSean McCoy (entrambi a quota 1 TD a fine partita). Il record che, nella Week 1, era stato raggiunto da Peyton Manning per la prima volta dal 1969, trova il suo settimo padrone. Strana la scelta di Foles di accomodarsi in panchina nel quarto periodo e non cercare il record assoluto in solitaria, ma ormai il suo l'aveva fatto ed in maniera perfetta. Poco altro nella sfida che vede gli Eagles festeggiare la quarta vittoria stagionale per 49-20 sui Raiders, alla quinta sconfitta.

Due squadre vincono pur essendo state sotto per quasi tutta la durata delle loro partite e si confermano ad altissimi livelli in stagione. Colts e Seahawks vincono le loro battaglie, contro Texans e Buccaneers, con grande difficoltà e sofferenza, ma dimostrando la maturità dei grandi team. Andre Johnson ha deciso che otto gare senza touchdown sono troppe e nel primo quarto lui e Kase Keenum trovano una connection spaventosa per due segnature da 62 e 41 yard. Indianapolis è in bambola, un field goal di Vinatieri viene bloccato da un esplosivo J.J. Watt, il kicker mette a segno il suo secondo di giornata, ma i due fenomeni dell'attacco texano trovano il terzo touchdown, questa volta da "sole" 5 yard. L'attacco dei Colts senza Reggie Wayne è assente ingiustificato fino all'intervallo, ma la squadra, sotto di 18, non demorde. Andrew Luck e T.Y. Hilton guidano la riscossa prima con un touchdown da 10 yard, poi con uno straordinario da 58 e lo svantaggio è sceso a 5 lunghezze. Nonostante le 350 yard lanciate da Keenum, di cui 229 ricevute da Johnson, Randy Bullock è il protagonista, in negativo, per i Texans del secondo tempo. Dopo il terzo touchdown di giornata di Hilton, che porta incredibilmente i Colts avanti 27-24 con la conversione da due punti di Coby Fleener, ecco che il kicker di Houston chiude la sua orribile giornata con il terzo calcio sbagliato su quattro tentati, dopo che il suo quarterback aveva condotto la squadra in raggio da field goal con una manciata di secondi rimasti. Occasione buttata e playoff ormai solo un miraggio nella sesta sconfitta per i Texans, mentre sesta vittoria per Indianapolis. Avvio shock dei Seahawks in casa contro i Bucs. Russell Wilson viene intercettato sul primo drive e nel secondo periodo si scatena l'attacco di Tampa Bay, con i tre touchdown di Timothy Wright, Tiquand Underwood e Tom Crabtree. I primi due sono su passaggio di Mike Glennon, che comincia la sfida alla grande, e il terzo invece su passaggio completamente inaspettato del runningback Mike James, in un'azione incredibile, ma assolutamente efficace. Sopra di 21 lunghezze i Buccaneers si sfaldano. Prima Jermaine Kearse entra in end zone su passaggio di Wilson dalle 16 yard, poi lo stesso quarterback segna palla alla mano dalle 10. Con un field goal a testa Seattle è sotto di 7, ma il suo QB viene intercettato nel passaggio in end zone che poteva pareggiare la sfida. Glennon non costruisce niente di buono e l'overtime è sancito dalla segnatura di Doug Baldwin. Nonostante il primo possesso del supplementare, Tampa Bay continua a giocare male e Marshawn Lynch entra in beast mode per chiudere la sfida con 21 portate per 125 yard e portare i suoi in raggio per il calcio della vittoria. Decisivo è poi il field goal di Steven Hauschka da 27 yard che sancisce il 27-24 Seahawks. Ottava vittoria per Seattle, altrettante sconfitte per i Bucs.


Ennesima vittoria dei Chiefs sui Bills, importanti successi di Patriots e Cowboys contro Steelers e Vikings. Il rookie Jeff Tuel fa il suo esordio, viste le assenze di Manuel e Lewis, e inizia subito alla grande con il passaggio da 59 yard per Goodwin che sblocca la sfida. La difesa dei Chiefs entra però subito in ritmo e si dimostra ancora una volta mostruosa. Prima intercetta Tuel, forzando la 21° palla persa da inizio stagione, e poi impedisce una presa sicura a Robert Woods in end zone. I Bills si accontentano del field goal del 10-3. C.J. Spiller sembra tornato quello dello scorso anno e con sole 12 portate guadagna ben 116 yard. La retroguardia di Kansas City però gira la partita a suo favore con l'intercetto di Sean Smith a Tuel in end zone, riportato per 100 yard in touchdown. Per completare l'opera i Chiefs forzano il fumble su Steve Johnson ad inizio quarto periodo e Tamba Hali lo recupera portando la segnatura decisiva per il 23-13 finale. I Chiefs sono i primi dopo i Falcons del 1977 a tenere i loro primi nove avversari sotto i 17 punti segnati, per i Bills sesta sconfitta stagionale. Pirotecnica partita al Gillette Stadium. Ben Roethlisberger festeggia il suo 200° TD pass in una partita da 28/48 per 400 yard e 4 passaggi da touchdown con due intercetti, ma meglio di lui fa Tom Brady con 23/33 per 432 yard e 4 TD pass. Superba partita per Rob Gronkowski (9 ricezioni per 143 yard e 1 TD), Aaron Dobson (5 ricezioni per 130 yard e 2 TD) e finalmente Danny Amendola, che festeggia il suo primo touchdown in maglia Patriots. Dall'altra parte Jerricho Cochery, con 7 prese per 96 yard e ben 3 TD, cerca di tenere i suoi in partita, ma uno Stevan Ridley da 26 portate per 115 yard e TD a trascinare i suoi quando Brady non lancia. New England resta avanti dall'inizio, viene ripresa sul 24-24 e trova infine la vittoria, anche abbastanza netta, sul 55-31 con un quarto periodo da 28-7. Settima vittoria stagionale per Brady e compagni, sesta sconfitta per Pittsburgh, anche se ci sono molti segnali di ripresa. Si rivede un Adrian Peterson da MVP in casa Minnesota, 25 portate per 140 yard e un touchdown, ma non basta ai Vikings. Dall'altra parte Tony Romo chiude con 34/51 per 337 yard e 2 TD pass e trova in Jason Witten il suo target preferito di giornata. Proprio Witten porta i suoi in vantaggio, dopo che all'intervallo la sfida era sul 10-6 Vikings, prima che Christian Ponder la combini grossa facendosi strappare il pallone dalle mani nella sua end zone, recuperato da Nick Hayden per il touchdown da 0 yard del 20-10 Cowboys che sembra chiudere il match. Kyle Rudolph riapre la sfida con la splendida segnatura da 31 yard su passaggio di Ponder. La giocata della giornata è però di Peterson. Minnesota è sotto 17-20 e si trova a giocare un quarto e inches decisivo sulle 11 di Dallas. L'MVP della scorsa stagione si prende la responsabilità e, non solo porta a casa il down, ma, grazie all'aiuto di Chase Ford, piomba in end zone nonostante tre avversari lo tirino a terra. Tutto questo, purtroppo per i Vikings, non basta. Dwayne Harris sull'ultimo drive utile segna il touchdown del 27-23 e Minnesota incappa nella settima sconfitta in stagione, mentre i Cowboys vincono la loro quinta gara su nove giocate.

Brutte sconfitte per Packers, Saints, Ravens e Bengals patite da Bears, Jets, Browns e Dolphins. Rodgers non ha mai perso contro Chicago, se non in due Monday Night, e, dato che si gioca proprio di lunedì, cerca di invertire la tendenza negativa. Poco può però, perché si fa subito male nel primo drive offensivo dei suoi e lascia la partita. Seneca Wallace, suo sostituto, chiuderà con 11/19 per 114 yard e 1 INT, numeri non certo da Green Bay come produzione offensiva. Dall'altra parte Josh McCown, sostituto anch'egli del titolare Cutler, gioca invece un'ottima gara da 272 yard e 2 TD pass, di cui uno strepitoso per Brandon Marshall in end zone. Grandissima partita per entrambi i runningback, con Matt Forte che porta palla per 24 volte, 125 yard e un touchdown, oltre a 5 ricezioni per 54 yard, mentre Eddie Lacy in 22 attacchi guadagna ben 150 yard e tiene i suoi in partita con la segnatura del 17-17. Decisiva per le sorti del match è la presa sicura di Alshon Jeffery per il touchdown Bears del 24-20. Wallace non riesce a far rientrare i suoi e la partita si chiude sul 27-20 per Chicago, alla quinta vittoria stagionale. Terza sconfitta invece per i Packers, che sperano ardentemente nel ritorno di Rodgers già dalla prossima settimana. Inizia alla grande New Orleans contro i Jets grazie alla connection perfetta tra Drew Brees e Jimmy Graham, che porta a due touchdown, uno da 51 e uno da 10 yard, ma è un fuoco di paglia. Chris Ivory si prende una grande rivincita contro la sua vecchia squadra portando palla 18 volte per 139 yard e 1 touchdown e spacca la partita a favore dei suoi. Un Geno Smith davvero impreciso alla mano (8/19) segna però un touchdown decisivo su corsa e nel secondo tempo due field goal a testa fissano il punteggio sul 26-20 Jets finale. Merita menzione Nick Folk, ancora una volta precisissimo con quattro calci a segno su altrettanti tentati. Quinta vittoria per New York, seconda sconfitta per i Saints. Cleveland sembra aver trovato il suo quarterback in Jason Campbell. 23/35, 262 yard e 3 TD pass per lui in una bellissima prestazione, coadiuvato al meglio da Davon Bess (2 touchdown per lui) e Greg Little (7 ricezioni per 122 yard). Baltimore sembra incapace di rialzarsi e deve puntare il dito soprattutto contro un pessimo gioco di corse, che in 21 portate guadagna la miseria di 55 yard. Joe Flacco trova due volte Marlon Brown in end zone, ma i Ravens non sembrano mai in grado di poter raggiungere i Browns e soccombono 18-24 alla fine. Servirà una scossa ai Corvi se vogliono quanto meno raggiungere i playoff, comunque lontani vista la quinta sconfitta in stagione, mentre ottima prestazione per Cleveland, con la quarta vittoria che arriva dopo KO in fila. Andy Dalton, dopo aver ricevuto il premio di Offensive Player of the Month, dimostra di non essere ancora tra i grandi quarterback nella Lega subendo ben tre intercetti, di cui uno riportato per 94 yard da Brent Grimes, senza passaggi da touchdown nella sconfitta di Cincinnati contro Miami. Chi salva i Bengals nei tempi regolamentari dalla sconfitta è un dominante Giovani Bernand, prima a segno con una corsa da 3 yard e poi con una delle azioni più belle dell'intera stagione. Partendo dalle 40 di Miami, il runningback ne percorre almeno 60 evitando numerosi avversari diretti e corre in end zone, aiutato dal perfetto gioco di blocchi, per il 17-17. Negli ultimi due minuti succede di tutto. Prima Dalton conduce un ottimo drive e Mike Nugent segna il field goal da 54 yard del vantaggio, poi gli risponde Ryan Tannehill che porta i suoi in raggio e Caleb Sturgis segna dalle 44 il field goal del pareggio a 15 secondi dalla fine. Nei supplementari avviene l'imprevisto. Andy Dalton subisce una safety da Cameron Wake e Miami vince 22-20. Era dal 2004 che una safety non risultava decisiva per la vittoria di una squadra ed è solamente la terza volta nella storia della NFL che succede. Quarta vittoria, dopo quattro sconfitte di fila, per i Dolphins e terzo KO in stagione per Cincinnati.


Quarta vittoria di fila per i Panthers, che festeggiano contro i Falcons, importanti successi anche per Redskins e Titans su Chargers e Rams. Matt Ryan sembra l'ombra dell'ottimo quarterback della scorsa stagione e lancia nuovamente tre intercetti, dopo i quattro di settimana scorsa, contro Carolina. Mike Tolbert sblocca la sfida con la segnatura su corsa del 7-0, Greg Olsen allunga con una gran presa in end zone sul 14-3, ma Tony Gonzalez segna il primo touchdown subito dai Panthers nel primo tempo di gioco di tutta la stagione e i Falcons riducono lo svantaggio a sole quattro lunghezze. Nel quarto periodo però Carolina mette il turbo grazie al touchdown su corsa di Cam Newton e all'intercetto ritornato da Drayton Florence per 38 yard in end zone. 34-10 il finale, Atlanta perde la sesta gara su otto giocate, mentre i Panthers salgono a cinque partite vinte. Emozionante la sfida tra Chargers e Redskins. La difesa di San Diego comincia la sfida alla grande, bloccando due field goal di Kai Forbath e intercettando Robert Griffin in end zone, con Sean Lissemore che mette 7 punti a tabellone per i suoi. Washington se resta in partita deve ringraziare un Alfred Morris dominante da 25 portate per 121 yard e 1 TD e un perfetto Pierre Garcon da 7 ricezioni per 172 yard, di cui una meravigliosa a una mano. Se Philip Rivers (29/46 per 341 yard, 2 TD pass e 2 INT) trova punti al lancio dai ricevitori Eddie Royal e Keenan Allen, Griffin si affida ai runningback e, oltre a Morris, Darrel Young entra palla alla mano in end zone due volte nei tempi regolamentari. Sul 21-24 con pochi secondi rimasti Danny Woodhead viene fermato sulla linea del touchdown e San Diego deve accontentarsi del field goal della parità, che manda le squadre in overtime. Nel primo drive offensivo dei supplementari Washington trova un Griffin eccezionale al lancio e Young può segnare per la terza volta in giornata i punti decisivi del 30-24. Redskins alla terza vittoria in stagione, Chargers alla quarta sconfitta. Zac Stacy sblocca i Rams, che trovano i primi due touchdown su corsa dell'anno, e con 27 portate guadagna 127 yard nella partita in cui coach Jeff Fisher ritrova i Titans, dopo averli diretti per 16 anni da capo allenatore. Chris Johnson, però, fa anche meglio ed entra in end zone due volte nelle 23 portate alla mano, oltre a 150 yard guadagnate. Decisivi per la vittoria di Tennessee sono proprio le corse, che portano ad altre due segnature, una col quarterback Jake Locker e una con l'altro runningback Shonn Green. Non bastano il secondo touchdown in stagione di Jared Cook e i due intercetti portati su Locker a St. Louis per vincere il match, che si conclude sul 28-21 Titans. Quarta vittoria per loro, sesta sconfitta per i Rams in stagione.

Patriots, Jets, Browns e Chiefs riposeranno questo weekend, torneranno però in campo Broncos e Niners per riprendere la loro corsa verso i posti che contano per i playoff. E al rientro Kansas City si ritroverà di fronte proprio Denver, nello scontro divisionale più atteso dell'anno. Da non perdere Cowboys-Saints e Ravens-Bengals, ma le emozioni non mancheranno di certo anche in tutte le altre sfide della prossima Week 10!

mercoledì 6 novembre 2013

TOP & WORST NBA - EPISODE 1 (29/10 - 03/11)

Best of the East

Best Team : Philadelphia 76ers


La notizia che Nerlens Noel sarebbe rimasto fuori tutta la stagione per recuperare dal grave infortunio al ginocchio è arrivata al termine di una pre-season agghiacciante, fatta di cinque sconfitte su sei match disputati. L'incubo sarebbe dovuto proseguire senza troppe difficoltà, visti gli incroci con Heat all'esordio e Bulls alla terza, ma Evan Turner, Spencer Hawes e, soprattutto, per il suo impatto devastante sui Sixers, Michael Carter-Williams non erano delle stesse intenzioni. Philly viaggia a 105.3 punti di media nelle prime tre gare giocate e, soprattutto, le ha vinte tutte. Ha spazzato via Miami con un esordio da scrivere negli annali del rookie da Syracuse (22 punti, 7 rimbalzi, 12 assist e 9 rubate), liquidato la pratica Wizards con 29 punti di Thaddeus Young e 23 di un finalmente decisivo Evan Turner ed inflitto ben 109 punti alla difesa dei Bulls, anche grazie al canestro di Spencer Hawes, che ha chiuso i giochi a favore di Philadelphia. Sembra solo un fuoco di paglia, ma è stata una settimana da ricordare in casa Sixers. Con la benedizione di Allen Iverson.

Best Player : Paul George

Se i Pacers hanno cominciato con tre vittorie senza sconfitte e sembrano inarrestabili, molto è dovuto al grandissimo inizio di stagione del most improved player della scorsa stagione. Primo canestro della stagione NBA e 24 punti all'esordio contro i Magic, conditi da 6 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate, rendimento uguale come rimbalzi e assistenze al secondo match contro i Pelicans, a cui però aggiungere 32 punti. Per finire doppia doppia da 21 punti e 13 rimbalzi contro i Cavs. Migliorarsi ancora rispetto alla scorsa stagione, anche visto il trofeo conquistato, non era semplice, ma il numero 24 di Indiana sembra non volersi fermare più e vuole confermarsi come uno dei giocatori più completi nel panorama NBA. E ambire al titolo.

Best of the West

Best Team : Houston Rockets

Dovevano essere la squadra rivelazione dell'anno, vista l'acquisizione in estate di Dwight Howard, dovevano iniziare a macinare vittorie fin da subito, perché la corsa ai playoff ad Ovest non è mai semplice. E l'hanno fatto. Superman ha fatto subito capire che la franchigia texana gli garba raccogliendo il suo massimo in carriera di rimbalzi all'esordio (26) e portando 15 punti e 17 rimbalzi di media nelle prime tre vittorie stagionali dei Rockets. James Harden, da vero leader, dopo un avvio così così, ne ha messi 34 contro i Mavs nella partita più difficile delle tre disputate finora. Se Parsons sarà quello dello scorso anno, Lin confermerà il buon inizio, Garcia continuerà a scagliare bombe a bersaglio e il fattore H-H si confermerà come uno dei duetti migliori della Lega, ci sarà poco da fare per le avversarie dirette. Houston sembra poter sognare in grande e non ha intenzione di svegliarsi.

Best Player : Kevin Love


Consideriamo che sono solo le prime tre uscite stagionali, ma consideriamo il fattore Kevin Love. Minnesota ha sempre avuto un buon roster negli ultimi anni, ma la fortuna non ha mai voluto saperne di far andare le cose per il verso giusto. Adesso che i T-Wolves sono al completo, però, hanno vinto le prime tre gare stagionali, di cui due contro compagini tra le migliori della Lega, Thunder e Knicks. E se Minneapolis deve scegliere un uomo a cui dire grazie, questo è proprio Love. 31 punti e 17 rimbalzi al suo ritorno in campo contro i Magic, 24 e 12 nella grandissima vittoria contro Oklahoma City, 34 e 15 al Madison Square Garden per decidere il match contro New York. Non si sa dove possono arrivare questi T-Wolves, ma si sa dove può arrivare il loro miglior giocatore. Ovunque.

Best of the Rest

  1. Eric Bledsoe : i Suns erano dati tra le formazioni più in difficoltà ad Ovest, ma se ora si ritrovano con due vinte e una persa è anche e soprattutto grazie al talento ex Clippers. 22 punti, 6 rimbalzi e quasi 9 assist di media hanno fatto esplodere la guardia in questo inizio di stagione. I Jazz ne sanno qualcosa, visto che hanno subito proprio da lui il canestro decisivo per la vittoria di Phoenix 87-84 con 7 decimi rimasti sul cronometro. God ble(d)ss(oe) you, Eric!


    Pistons frountcourt : che Monroe e Drummond fossero due centri esplosivi e tra le possibili rivelazioni della stagione si sapeva. Che potessero rendere così bene con Josh Smith alle loro spalle era un altro paio di maniche. Il primo viaggia a 18 punti e 11 rimbalzi di media, il secondo a 13 punti e 12 rimbalzi a partita. Detroit deve soprattutto a loro un convincente inizio di stagione fatto di due vittorie e della sconfitta in una partita sofferta contro i Grizzlies. Con J-Smoove e Jennings a grandi livelli la post-season può essere solo l'inizio.

Worst of the East

Worst Team : Washington Wizards

L'anno scorso si diceva che la prima parte di stagione era stata deludente a causa dell'assenza di John Wall, che tutto sarebbe andato meglio in questa regular season, con il roster al completo dall'inizio. E invece no. Tre sconfitte su tre giocate, contro Pistons, Sixers e Heat. Ariza ha fatto il fenomeno solo all'esordio, poi ha collezionato un pessimo 9/31 nelle restanti uscite, Nenè ha giocato solo la prima, Gortat non sembra ancora a suo agio nel team della capitale, Beal trova con troppa poca continuità il canestro e sembra incapace di essere decisivo. Wall, per quanto non abbia cominciato male la sua stagione, non sembra ancora quello che ha trascinato la riscossa Wizards ad inizio 2013. Urge trovare una soluzione, oppure tankare in attesa di un futuro migliore.

Worst Player : Derrick Rose


Spiace, spiace moltissimo. Rose però non sembra ancora tornato sui livelli del suo anno da MVP della Lega, nemmeno lontanamente. Un orribile 15/52 al tiro e la miseria di 4 assist a partita, oltre a 17 palle perse e un plus/minus sempre negativo nelle tre uscite stagionali (si, anche nell'unica vittoria contro i Knicks!) sono dati troppo al di sotto della sufficienza per non definire Rose come una delle cause più decisive nel brutto inizio di stagione in casa Bulls. L'esordio contro Miami è stato fin troppo negativo, la vittoria contro New York l'unica gioia prima della seconda sconfitta contro i Sixers. Si riprenderà? Noi lo aspettiamo al top per non perdere uno dei talenti più cristallini della Lega.

Worst of the West

Worst Team : Los Angeles Lakers (starting five) + New Orleans Pelicans (bench)

Escluso Pau Gasol, l'esordio e il proseguio di stagione del quintetto titolare all'esordio contro i Clippers (Young, Williams, Blake e Nash) è stato tragico. Nessuno oltre la doppia cifra in nessuna statistica e, dopo i soli 40 punti messi a segno nel derby sui 116 di squadra, Mike d'Antoni ha apportato qualche modifica, mettendo Xavier Henry titolare. Meeks, Farmar e Kaman comunque continuano a convincere maggiormente dei titolari e si devono a loro le uniche gioie stagionali. Tyreke Evans guida invece una delle peggiori panchine della Lega, quella dei Pelicans. New Orleans non avesse un super Davis come quello visto finora e due convincenti Gordon e Holiday probabilmente sarebbe la franchigia materasso a Ovest. Serve ripartire dai titolari per trovare dei risultati convincenti.

Worst Player : Steve Nash

Solo la partita contro gli Hawks lo salva da statistiche altrimenti infamanti per uno come lui. 3 punti all'esordio nel derby contro i Clippers, 5 contro gli Spurs e finalmente in doppia cifra contro Atlanta. Non sono abbastanza 5 assist scarsi di media se si tira con il 29% dal campo. Non è abbastanza soprattutto per colui che è stato MVP della Lega e che dovrebbe essere il leader dello spogliatoio vista l'assenza pesantissima di Kobe. Sembra invece che sia la panchina la vera trascinatrice dei Lakers di questo inizio stagione. L'età si fa sentire, da lui, però, ci si aspetta ben altro.

Worst of the Rest

  1. Miami Heat : una vittoria convincente contro i Bulls, una onesta contro i disastrati Wizards, ma in mezzo due sconfitte pesanti contro Sixers e Nets. Se Philly è stata miracolata nel suo inizio, Brooklyn su tre partite ne ha vinta una sola proprio contro Miami. LeBron sta giocando un buon basket, non su altissimi livelli, ma non può e non deve essere l'uomo contro cui puntare il dito. Manca soprattutto qualcuno che raccolga rimbalzi, un centro come si deve. E l'ultimo posto proprio in questa statistica lo conferma a pieno.


  2. Kenneth Faried : otto punti con il 36,4% dal campo di media è davvero troppo poco per un giocatore che punta alla sua consacrazione definitiva in questa stagione. Senza Gallinari e con un Lawson convincente, l'arma decisiva di questi Nuggets doveva essere lui. E invece Denver ha perso le prime due uscite stagionali con uno scarso apporto del suo talento più giovane e in gamba. Se vuole crescere ancora e arrivare ad altissimi livelli ci vuole molto di più.

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lunedì 4 novembre 2013

RIFLESSIONI DI INIZIO ANNO – 1° TEMPO

Vorrei proporvi le mie prime riflessioni nella sezione del basket italiano parlando delle squadre del nostro campionato alla luce di quello che hanno dimostrato sul campo fino a questo momento.
In generale possiamo dire che il livello si è leggermente abbassato rispetto a quello dell’anno scorso dal momento che giocatori come Bobby Brown, Ioannis Bouroussis, Bryant Dunston e Gigi Datome hanno lasciato il nostro Paese in direzione di lidi tecnicamente ed economicamente più vantaggiosi, mentre gente come Samardo Samuels, James White, Erick Green e C.J. Wallace ha iniziato il suo cammino in Italia con le proprie rispettive squadre, con risultati non troppo esaltanti, verso la conquista del tricolore.
Vediamo quindi squadra per squadra (in ordine alfabetico per non fare torto a nessuno!) le ambizioni e gli obiettivi realistici a cui le compagini nostrane possono ambire.

ACEA ROMA:
Dopo la finale per lo scudetto persa l’anno scorso abbastanza nettamente, è ripartita da un nuovo ed esperto coach come Luca Dalmonte, che ha passato gli ultimi anni da vice di Pianigiani in Nazionale e in Turchia al Fenerbahce. L’uomo in più della passata stagione è stato senza dubbio Gigi Datome, peraltro MVP della stagione stessa, ben coadiuvato da Gani Lawal; entrambi hanno lasciato la capitale e dunque il ripetersi dell’impresa sarà estremamente difficile. Il roster che la Virtus propone quest’anno è comunque competitivo visto che a Goss e Taylor, reduci dell’anno scorso, sono stati affiancati giocatori con esperienza nel nostro campionato come Ignersky e Hosley. Da osservare in particolare sarà l’operato del nuovo pivot Mbakwe, uscito quest’anno dal college e cercato a lungo anche da Varese, e del giovane Moraschini che, prelevato da Bologna, dovrà garantire un buon rendimento nei minuti che gli verranno concessi. Oltre al campionato Roma non deve sottovalutare l’impegno in Eurocup e quindi è necessario che anche i vari Baron, D’Ercole e Eziukwu riescano a contribuire alla causa. Rivedibili sono i contratti a capitan Tonolli e ad Alex Righetti, usato (non troppo) sicuro e piuttosto datato.
Pronostico: un posto ai play-off sembra sicuro, la finale un po’ meno.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI:
Da anni ormai in Sardegna si spera nello scudetto. Non è detto che l’impresa sia da rimandare anche quest’anno. Il livello della squadra stagione dopo stagione si è sempre più elevato e il roster di quest’anno fa venire i brividi alle avversarie. I cugini Diener sono stati, chiaramente, confermati e in queste prime giornate hanno già dimostrato di che pasta sono fatti (rimane negli occhi la prestazione monstre di Drake vs Pistoia). Avere come play di riserva Marques Green è un lusso che in pochi possono permettersi anche se il ragazzo di Philadelphia ha collezionato una serie di cifre negative nelle prime giornate di campionato. Il trio Caleb Green – Omar Thomas - Linton Johnson è potenzialmente devastante. Thomas ha già fatto vedere che il suo impatto non è indifferente mentre Johnson deve tornare sui livelli visti ad Avellino. Capitolo italiani: Devecchi e Vanuzzo devono confermare la sostanza che hanno dimostrato di mettere sul campo nelle passate stagioni mentre Brian Sacchetti sarà chiamato a giocare sempre più minuti importanti. Non è da sottovalutare il ruolo di coach Meo Sacchetti che, dopo l’esperienza dell’anno scorso, cercherà di arrivare ai play- off con una squadra meno stanca.
Pronostico: Se non sarà scudetto, poco ci manca.

CIMBERIO VARESE:
La squadra prima classificata della regular season della stagione passata è stata profondamente rinnovata. Coach Frates, su cui permangono dei dubbi visto il gioco espresso dalla Cimberio ma che pian piano sembrano sciogliersi, non può contare sulla squadra degli “Indimenticabili” dei vari Mike Green, Adrian Banks e Bryant Dunston, idoli dei tifosi biancorossi. Il roster prealpino è comunque competitivo e potenzialmente può ambire ai primissimi posti quest’anno. Le cose non si sono messe bene vista l’eliminazione alla prima partita del Qualifing Round di Eurolega contro Oldemburg e le 2 sconfitte in 3 partite in Eurocup contro avversari modesti. Keekee Clark è un play realizzatore e a lui è stato affiancato Coleman, cannoniere già visto a Biella che fa degli attacchi a canestro la sua specialità. I due non hanno brillato in questa parte di stagione, il primo in tutte le cifre, il secondo soprattutto al tiro sia da lontano che dalla media, anche se col passare delle settimane le prestazioni migliorano sempre più. Ebi Ere è il capitano e vero leader della squadra e quest’anno sembra poter infrangere il tabù della seconda stagione in declino che ha già vissuto anche a Caserta. Hassell deve sostituire Dunston e questo è il compito più ingrato ma pian piano il lungo di Chesapeake sta accumulando cifre interessanti. De Nicolao ha cifre basse ma il lavoro oscuro che mette nei minuti in campo è sempre fondamentale; Polonara sta facendo del tiro da 3 la sua arma in più, la preoccupazione è che perda pericolosità vicino a canestro. Scekic e Sakota sono due uomini di esperienza a cui si richiede una certa continuità per ben figurare in Italia e in Europa.
Pronostico: parte centrale nella griglia play-off per poi giocarsela fino alla fine.



EA7 EMPORIO ARMANI MILANO:
I grandi favoriti. Visto il taglio del 50% circa del budget di Siena la squadra del presidente Proli economicamente non ha rivali e sul mercato si è comportata molto bene. Langford e Moss sono i 2 pilastri su cui coach Banchi può puntare ad occhi chiusi. Curtis Jerrells è il play titolare ma fino a questo momento ha dimostrato molti passaggi a vuoto mentre nel settore lunghi ci si è affidati a due giocatori dall’indubbia esperienza come C.J. Wallace, che torna in Italia dopo l’esperienza di Barcellona, e Samardo Samuels, già visto in NBA con la maglia dei Cleveland Cavaliers. Se le prestazioni di questi 5 giocatori fossero sempre sui loro standard l’EA7 non avrebbe rivali ma sembra che coach Banchi debba ancora trovare la quadratura del cerchio vista la partenza a (semi)handicap di quest’anno. Alessandro Gentile è stato insignito della fascia di capitano. Dovrà dimostrare di essere ulteriormente maturato evitando prestazioni insufficienti di cui è stato protagonista sia in regular season che nei play-off. Melli sembra un passo indietro a Gentile anche se quest’anno è già entrato nella formazione ideale della seconda giornata di Eurolega. Kangur e Cerella probabilmente non avranno molti minuti a disposizione ma l’estone può essere un’arma importante soprattutto nelle serie.
Pronostico: finale scudetto.



ENEL BRINDISI:
La squadra pugliese l’anno scorso si è resa protagonista di un discreto campionato fatto di alti e bassi. Piero Bucchi può ancora dire la sua con una squadra magari priva di nomi altisonanti ma giovane e affamata. Il punto forte è certamente il play-guardia Jerome Dyson che in queste prime giornate ha fatto segnare numeri interessanti. Il ragazzo di Rockville al suo fianco avrà giocatori che ancora devono affermarsi come Snaer o Lewis, ma anche Aminu e Delroy James sono chiamati a disputare la loro prima stagione veramente importante. Tra tutti è Folarin Campbell quello che più degli altri sta facendo vedere qualcosa di buono. In cabina di regia troviamo quella vecchia volpe di Massimo Bulleri che però ormai non è più di primo pelo e lo si vede, mentre Matteo Formenti deve meritarsi minuti importanti.
Pronostico: salvezza abbastanza tranquilla.

GIORGIO TESI GROUP PISTOIA:
La compagine toscana è la new entry di questa stagione. La promozione è stata una cavalcata trionfale sui campi della Legadue ma la questione quest’anno è ben diversa. La squadra costruita non è certamente competitiva e il lavoro di coach Moretti sarà estremamente difficile. Brad Wanamaker, già visto qualche anno fa a Teramo, non è un play di primo piano, più interessante invece è la guardia Kyle Gibson che ha una media di circa 18 punti (con quasi il 60% da 3) dopo queste prima giornate. Ed Daniel, Deron Washington e JaJuan Johnson possono mettere insieme cifre interessanti per la squadra ma spesso sono risultate insufficienti. I giovani Bozzetto, Evotti e Cortese possono invece trovare in Pistoia una vetrina importante per mettere in mostra le loro qualità e maturare dal punto di vista tecnico e tattico. La squadra è completata dai “vecchi” Guido Meini e Jack Galanda, che torna nella massima serie dopo le sue innumerevoli esperienze in questi 20 anni di carriera professionistica. In queste prime giornate la squadra ha dimostrato di dover migliorare soprattutto in difesa visti i 90 punti di media subiti.
Pronostico: salvarsi sarà un’impresa, ma se la gioca con un altro paio di squadre.

GRANAROLO BOLOGNA:
Dopo le ultime stagioni da brividi Bologna tenta di risalire la china e di dare qualche soddisfazione in più ai suoi tifosi. Le prime giornate di campionato hanno messo in mostra una squadra dinamica, tosta, caparbia. Quello che colpisce è il folto numero di giovani italiani che coach Bechi ritrova in palestra. Profili come quelli di Matteo Imbrò e Aristide Landi sono sicuramente interessanti, starà a loro sfruttare nel miglior modo possibili i minuti concessi. La differenza quest’anno per ora l’ha fatta il quintetto non italiano: Casper Ware settimana dopo settimana sta dimostrando di non essere stato scelto per caso come MVP della passata stagione di Legadue, Dwight Hardy sta crivellando i canestri avversari con una precisione encomiabile (71,3% da 3), mentre Matt Walsh, arrivato con l’appellativo di “usato sicuro” è diventato un’arma d’offesa non indifferente. I lunghi Jerome Jordan e Shawn King sono invece due centri di cui coach Bechi sta testando la maturità. Attenzione anche a Viktor Gaddefors, ormai al terzo anno di Serie A, e che con l’esperienza acquisita può puntare ad essere il miglior under 23 della stagione.
Pronostico: dire play-off non è esagerato, ma ci vuole continuità e limitare gli scivoloni.


GRISSIN BON REGGIO EMILIA:
Il sesto posto dell’anno scorsa ha mostrato a tutti che in Emilia non si scherza. Coach Menetti vuole continuare il suo ottimo lavoro ed ecco che la squadra della passata stagione è stata sensibilmente migliorata per puntare ai piani alti della classifica. La stella è senza dubbio James White, in arrivo dai New York Knicks, ma già visto a Sassari e Pesaro. Nonostante l’inizio non esaltate le sue qualità e la sua esperienza si stanno man mano evidenziando e se dovessimo ritrovare il giocatore lasciato 2 anni fa per i tifosi emiliani sarebbe una manna dal cielo. Ma in attesa del vero White è Troy Bell che sta facendo la voce grossa in particolare col tiro pesante. Andrea Cinciarini è il regista titolare: non è certamente il play più completo del mondo ma se ripetesse la stagione appena passata, dimostrando che l’annata canturina è stata solo un passo falso, farebbe cambiare idea a molti riguardo le sue qualità. Filloy, Antonutti e il giovane Cervi non reciteranno un ruolo da protagonisti ma la sostanza di uno, le bombe dell’altro e i rimbalzi del terzo saranno linfa vitale per i reggiani. Tasselli importanti  sono invece Coby Karl (figlio di George Karl, uno dei coach storici della NBA), guardia tiratrice con anche una breve esperienza ai Lakers e Greg Brunner, centro svizzero con una buona mano e dalla forte presenza in area.
Pronostico: può arrivare veramente tra le prime ma molto dipenderà da White.