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lunedì 3 febbraio 2014

STORY OF SUPER BOWL XLVIII


Il Super Bowl non è un evento, è l'evento. Super Bowl significa giocare di fronte a milioni e milioni di persone che aspettano solo il kick-off, il primo snap per inneggiare urlanti al tuo nome e alle tue imprese. Super Bowl significa fermare per una notte gli Stati Uniti d'America, mettere tutti davanti al televisore per l'atto conclusivo dello sport più seguito oltre oceano. Super Bowl significa tutto questo anche per il resto del mondo che conosce la meraviglia dell'evento, significa anche musica, soldi, spettacolo, ma soprattutto significa grande, grandissimo football. Perché il Super Bowl non è una partita, è la partita.

Arrivati all'atto finale rispettivamente da miglior difesa e miglior attacco stagionale, Seahawks e Broncos erano pronti per una battaglia tratteggiata da contorni epici, con al centro i due condottieri delle rispettive eccellenze, Richard Sherman e Peyton Manning. Denver era, fino al 1998, insieme a Bills e Vikings, una delle tre squadre con più Super Bowl disputati (4) senza vittorie, ma venne portata a un doppio trionfo consecutivo dall'eccezionale team guidato da John Elway. Peyton Manning è il leader di oggi, forse il giocatore che più di ogni altro vorrebbe questo trofeo, con magari annesso quello di MVP del match, per scacciare i tanti fantasmi sempre comparsi in carriera quando la palla da gestire era quella decisiva. Seattle, invece, ha perso la finale del 2006 al cospetto degli Steelers e, nei suoi 39 anni di storia, non ha mai calcato altre volte il palcoscenico più importante della stagione. Forse mai la squadra dello stato di Washington ha avuto un team così competitivo, forte, ricco di talento e pronto per vincere. Da una parte e dall'altra i motivi per volere ardentemente il Vince Lombardi Trophy sono dunque tantissimi. E' il momento di scontrarsi, lo spettacolo può iniziare.

Qualche problema con il coin toss, le due squadre non scelgono testa o croce prima che la moneta venga lanciata e si deve rifare. Il kick-off è comunque di Seattle e, al primo snap di Denver, è gia sorpresa eclatante. La fotografia della partita è qui: il passaggio troppo precipitoso di Manny Ramirez a Manning porta la palla oltre il quarterback dei Broncos e finisce in end zone, dove un membro dell'attacco la recupera generando, però, una safety immediata. Si tratta dello score più veloce della storia del Super Bowl e i Seahawks conducono per 2-0, oltre a vedersi ovviamente riconsegnato il pallone. Percy Harvin si scalda subito e corre per 30 yard palla alla mano (seconda corsa più lunga per un wide receiver al SB) in una splendida azione dell'attacco di Seattle e solo il piede sinistro, che calpesta l'out laterale, salva la squadra di Mile High City da un sicuro touchdown subito. Kearse guadagna un ottimo primo down, ma le corse non vanno bene come dovrebbero e Wilson scalda i motori per ovviare al problema, finendo però corto di 1 yard. Il field goal di Steven Hauschka da 26 yard decreta il 5-0. Denver è bloccata, l'attacco non si smuove di molto ed è costretto al punt immediato. Seattle, invece, gira a scatti. Golden Tate completa splendidamente sull'out, ma il running-game non è efficace. Ci pensa Doug Baldwin a portare a casa due completi e, con un Wilson sugli scudi, è red zone. I Broncos si affidano a una difesa arcigna e tengono, ancora Hauschka, stavolta da 33 yard, decreta il cambio di punteggio: 8-0. La Legion of Boom quasi recupera un fumble, ma è solo l'inizio. Kam Chancellor ha pronto, infatti, l'intercetto a Manning e, complice anche un brutto e prevedibile lancio del quarterback, lo punisce subito con un grande intervento difensivo. Si riparte dalle 35 yard di Denver, ma palla è per Seattle. Il primo quarto si chiude con un misero dato per i campioni AFC: le 11 yard guadagnate nei primi 15 minuti sono nettamente il minimo stagionale per loro, non proprio un ottimo inizio.


Marshawn Lynch entra in partita, ma è Baldwin a guadagnarsi la pagnotta con un'ottima ricezione, prima che Tony Carter regali la pass interferience che porta The Beast a completare il drive con il touchdown da 1 yard del 15-0 Seahawks. Denver è tramortita, ma l'infortunio a Chancellor sembra dare qualche speranza in più al suo attacco. Knowshon Moreno guadagna il primo primo down della partita per i suoi e Demaryius Thomas entra in partita, nonostante Manning sia ancora poco incisivo. La Legion of Boom torna al completo, ma Wes Welker avanza e fa paura a Seattle. Su un fondamentale terzo & 13 ecco che accade, nuovamente, l'incredibile. Cliff Avril tocca il pallone a Manning prima che possa lanciarlo e Malcom Smith lo recupera, ma non solo, lo riporta per 69 yard nella end zone avversario. 22-0, secondo intercetto per il maggiore dei fratelli e solo una squadra a dominare finora. Trindon Holliday rischia il fumble, ma i Broncos ripartono. Thomas è ancora in formissima e riceve splendidamente più volte. Si entra nelle 30 dei Falchi Marini. Dopo un altro completo e il two minutes warning, ecco un complicatissimo quarto & 2 nelle mani di Manning. Incompleto! Palla ai Seahawks, che amministrano correndo il poco tempo rimasto a loro disposizione. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Denver completamente fuori dalla partita e i campioni NFC avanti 22-0 all'intervallo. La concentrazione deve, però, restare altissima.

Dopo il sempre piacevole halftime show, si riparte subito con l'ennesima sorpresa assoluta. Percy Harvin, che era in forte dubbio alla vigilia dopo la violenta concussion subita contro i Saints, trova la corsa della vita sul kick-off appena dopo l'intervallo. Slalom stupendo e corsa senza sosta fino al touchdown per 87 yard di pura gioia per lui. 29-0 e partita, quasi, in cassaforte. I numeri #1 NFC diventano la prima squadra al Super Bowl capace di un intercetto ritornato in TD, un kick-off ritornato in TD e una safety. Denver completa con molta fatica, le safety dei Seahawks sono in stato di grazia e la difesa si chiude perfettamente, che spettacolo. Broncos tenuti ancora a 0 punti e punt. La palla è, però, in una zona molto critica, vicinissima alla linea di touchdown dei Falchi Marini, ma Lynch ne esce splendidamente. Wilson corre alla grande, ma viene fermato da una flag. Seattle non si smuove ed è costretta al primo punt del suo match. Thomas continua a fare il fenomeno, unico nell'attacco dei Broncos, ma ancora una volta la Legion of Boom è a dir poco superba. Byron Maxwell strappa il pallone dalle mani del receiver avversario e Smith, ancora lui, lo ricopre, ridando palla ai suoi. Si scatena la connection tra Wilson e Luke Willson, poi anche Ricardo Lockette (settimo diverso ricevitore trovato dal quarterback, a riprova del suo splendido lavoro offensivo) completa, prima della giocata più bella di questo Super Bowl XLVIII. Jermaine Kearse riceve, esegue una giravolta, assorbe un blocco, altra giravolta e un altro paio di colpi durissimi. Il receiver, però, non demorde, non cade e non si arrende finché non ha oltrepassato la linea del touchdown. Che giocata: 36-0 Seahawks. Si sveglia l'attacco avversario, Maxwell regala una pass interferience e Welker porta i suoi in red zone. Thomas (13 ricezioni per 118 yard con 1 TD) riceve un gran pallone in end zone e segna il touchdown che, unito alla two points conversion dello stesso Welker, porta i Broncos a 8 punti, contro però i 36 degli avversari.


La fievole paura di una rimonta avversaria viene subito smorzata dall'onside kick recuperato splendidamente sulla metà campo. Wilson gioca un football per lunghi tratti meraviglioso e trova di continuo un ricevitore per i suoi missili esplosivi. Tate, Baldwin e Kearse guidano i suoi fino a che è Baldwin a segnare il touchdown da 10 yard, sgusciando sotto il corpo di Duke Ihenacho che tenta di fermarlo. Il 43-8 chiude virtualmente i conti. La Legion of Boom, però, continua a difendere fortissimo. Il miglior reparto arretrato mai visto al Super Bowl, giudicando anche l'immenso valore dell'attacco avversario? Due pass deflection di fila, prima che venga donata a Denver una dubbia pass interferience. Manning gioca inspiegabilmente lanci molto facili e vicini a lui, soprattutto vista l'assenza di Richard Sherman, che si è da poco infortunato al piede ed è uscito dal match. Pessima partita per lui. Denver si ritrova a giocare un quarto & 2 che non trasforma, palla nuovamente a quelli che, ormai, sono i campioni di questo Super Bowl. Robert Turbin si toglie la soddisfazione di qualche corsa al Metlife Stadium, la palla torna a Denver che riesce a combinarne un'altra delle sue. Manning (34/49 per 280 yard con 1 TD pass, 2 INT e 1 fumble) conclude la sua serata terribile con un fumble che Chris Clemons recupera per la gioia finale e incontrollata dei suoi. Questo Super Bowl XLVIII se lo aggiudicano, assolutamente in maniera più che meritata, i Seattle Seahawks.



I Broncos dopo una stagione straordinaria si fermano a un passo dal sogno, perdendo il loro quinto Super Bowl (record di sconfitte) praticamente senza mai giocarselo davvero contro un avversario solido, efficace e devastante. Delusione anche e soprattutto per l'uomo dei record in stagione regolare e MVP della stessa, Peyton Manning, alla seconda sconfitta su tre Super Bowl disputati. Con i 24.6 anni di media, i Falchi Marini diventano il roster più giovane della storia a conquistare un titolo e sul palco per la premiazione i più scatenati sono un felicissimo Pete Carroll, che diventa il terzo allenatore nella storia ad aver vinto un titolo NCAA e un Super Bowl, e un grandissimo Russell Wilson (18/25 per 206 yard con 2 TD pass). Giusto, però, che nel giorno del primo successo della franchigia, col titolo di MVP della partita venga premiato un membro del reparto difensivo che ha fatto le fortune e la storia di questa stagione trionfale: è infatti Malcom Smith, autore dell'intercetto ritornato in touchdown per 69 yard, oltre che di un fumble recuperato, di un pass defensed e di nove tackles ad aggiudicarsi il premio di miglior giocatore di questo straordinario e unico, come sempre, Super Bowl. 

mercoledì 8 gennaio 2014

THE PRO BOWL: DEFENSE



Dopo aver analizzato le scelte dell’attacco, passiamo ora a vedere chi sono stati i giocatori scelti in difesa per il Pro Bowl 2014. Come anticipato, c’è stata qualche esclusione in più, ma per la maggior parte i fans hanno scelto in maniera obbiettiva. Sono stati selezionati 6 defensive end, 6 defensive tackle, 6 outside linebacker, 4 inside linebacker, 8 cornerback, 3 free safety e 3 strong safety. 


Molti defensive end hanno fatto faville durante questa regular season ed era molto difficile scegliere i 6 del Pro Bowl. Robert Quinn è arrivato secondo nella classifica dei sack con 19 ed un serissimo candidato al Defensive Player of the Year dopo una stagione mostruosa (57 tackle, 7 fumble forzati, 2 fumble recuperati, di cui uno ritornato in TD). Mario Williams è uno dei pochi motivi di sorriso dei tifosi Bills, ancora difensiva di Buffalo con la sua esperienza, ha giocato una buonissima regular season. J.J. Watt pur giocando nei disastrati Texans rimane fisicamente e tecnicamente il difensore più devastante della NFL. Cameron Jordan è un giocatore dal basso profilo, ma ha prodotto una stagione davvero eccellente ed è bello vederlo al Pro Bowl.  Greg Hardy è il motivo principale della fortissima run stopper dei Panthers. Cameron Wake invece, dopo una partenza forte, è andato molto in calando e anche a livello statistico ha numeri abbastanza bassini. 

Anche sui defensive tackle ci sono state delle incongruenze. Mancano dei giovani e promettenti giocatori come Jurrell Casey, Jason Hatcher e Marcell Dareus, tutti con 9 o più sack e autori di grandissime prove, ma non tenuti in considerazione nelle scelte. Al contrario, due giocatori dal sicuro valore come Haloti Ngata e Justin Smith, che hanno disputato una stagione solida, sono stati molto aiutati dalla loro ottima reputazione più che dalle prestazioni in campo. Gerald McCoy è l’unico membro dei Buccaneers, che pur nella penuria di defensive lineman di Tampa Bay, è riuscito a giocare una stagione costante. Molto interessante il riconoscimento per Kyle Williams,  che non ha risentito del cambio di sistema di gioco nei suoi Bills e ha continuato ad imporre la sua possanza fisica. Ndamukong Suh non ha avuto numeri spettacolari, ma guida uno dei front seven più tenaci ed imponenti della lega. E’ stato lontano dai guai e ha dimostrato leadership e miglioramenti in tanti aspetti del suo gioco. Nessuno però ha avuto i miglioramenti di Dontari Poe che si è imposto come un tackle dominante contro le corse, capace di portare costantemente pressione alla linea avversaria. 


 Anche sugli outside linebacker permangono dei dubbi. Nulla da dire, ovviamente, sul difensore che ha dominato i left tackle avversari, facendo registrare 19.5 sack in stagione, che gli valgono il primato di categoria. Stiamo parlando di Robert Mathis che, a 32 anni, ha dimostrato alla NFL di essere tornato ai suoi livelli più alti. Tamba Hali e Justin Houston hanno meritato la convocazione soprattutto grazie al loro mostruoso inizio di stagione, con la quale hanno in larga parte guidato i Chiefs all’imbattibilità nelle prime nove gare. Terrell Suggs è terribilmente calato dopo un buonissimo inizio di stagione, mentre Ahmad Brooks ha giocato una stagione nella media e la sua convocazione appare più come un risarcimento della mancata scelta lo scorso anno. John Abraham è uno dei pass rusher più sottovalutati della sua generazione e il passaggio da Atlanta ad Arizona lo ha fatto salire alle luci della ribalta dopo un’altra stagione molto costante. 
 
Sui 4 linebacker…UAO! Che pacchetto di giocatori devastanti. Di gran lunga i migliori della lega. In qualunque squadra rappresenterebbero una linea invalicabile. Forse Vontaze Burfict poteva venir snobbato ed invece il leading tackler (171) della lega è giustamente tra i convocati. Luke Kuechly, a soli 22 anni, ha già conquistato il record di tackle fatti in una partita (24) e tecnicamente è un giocatore eccezionale, veloce, forte, con un’abilità di leadership e di lettura degli attacchi che lo hanno già proiettato nell’Olimpo della NFL. Patrick Willis e Navorro Bowman sono la miglior coppia di linebacker ed il centro del quartetto stellare dei 49ers. Le qualità dei due sono unanimemente riconosciute e basterebbe dire che Bowman è davanti a Willis nella corsa al Defensive Player of the Year.  

 
Se il reparto ricevitori dell’attacco è un salone di auto di lusso, altrettanto lo è quello dei cornerback. Richard Sherman guida la NFL con 8 intercetti ed è il leader, coi fatti e con le parole, della secondaria dei Seahawks. Patrick Peterson è molto sottovalutato, ma è un ball hawk straordinario, bravissimo nelle letture e nel ritornare e, probabilmente, in copertura a uomo il miglior della lega. Darrelle Revis ha avuto un recupero formidabile dalla rottura del crociato e ha giocato molto meglio del previsto. Aqib Talib è calato dopo l’infortunio a metà stagione, ma ha un fisico che gli permettere di marcare al meglio anche i tight end più forti. Brent Grimes, Alterraun Verner e Brandon Flowers sono stati giustamente convocati dopo delle belle stagioni. Joe Haden, come per i suo compagni Pro Bowler dei Browns, ha la sfortuna di giocare in uno dei team peggiori e di essere ingiustamente dimenticato, ma ha talento e capacità da vendere. 

La posizione di free safety è quella che più risente della fame dei giocatori e in cui il voto è meno obbiettivo. Earl Thomas è il capitano della “Legion of Boom” e la miglior free safety della NFL, ma sia Jairus Byrd sia Eric Weddle, due fortissimi giocatori, hanno avuto una stagione ben al di sotto dei loro standard. Bird in particolare ha giocato appena 9 partite, il che dimostra come la scelta di questa posizione sia la più soggetta ad incongruenze. Unificare la scelta di free e strong safety sarebbe sicuramente un modo per dare l’opportunità,  a giocatori più meritevoli, di partecipare al Pro Bowl.

E venendo appunto alle strong safety troviamo tre atleti che hanno fatto faville. Sia Eric Berry che Troy Polamalu tornavano da seri infortuni, ma hanno disputato una grande stagione. Berry ha marcato benissimo tutti i tight end con cui doveva confrontarsi, mentre Polamalu ha realizzato moltissime big play in difesa, col suo stile acrobatico ed imprevedibile. Kim Chancellor è uno dei giocatori di cui si parla meno nella secondaria dei Seahawks, ma è un elemento prezioso ed esegue sempre bene il suo lavoro. 


Eccoci arrivati dunque alla fine dei giocatori scelti per la difesa. Qui ha sicuramente influito in maniera maggiore che sull’attacco, la fama dei giocatori. E’ comprensibile però, dato che molte attenzioni vengono riservate all’attacco ed emergere come un grande difensore è più difficile. Con l’ultimo appuntamento della nostra serie di articoli sul Pro Bowl parleremo dello special team e degli esclusi. A presto.

martedì 7 gennaio 2014

THE PRO BOWL: OFFENSE


Settimana scorsa sono stati resi noti i nomi dei partecipanti al Pro Bowl 2014, che si svolgerà ad Honolulu il 26 gennaio. A differenza degli scorsi anni, la scelta dei tifosi è stata molto più oggettiva, basata su ciò che i giocatori hanno dimostrato durante la regular season e non sul loro glorioso passato. Per l’attacco, nostro tema odierno, sono stati scelti 6 quarterback, 6 running back, 2 fullback, 8 wide receiver, 4 tight end, 6 offensive tackle, 6 offensive guard e 4 centri. 


I 6 quarterback sono quelli che, durante l’anno, hanno guidato nella maniera migliore i loro team. Peyton Manning sta infrangendo tutti i record di categoria, ultimo in ordine di tempo quello di touchdown lanciati. Tom Brady, pur avendo dei ricevitori giovani ed inesperti, è comunque giunto all’undicesimo titolo della NFC East e rimane pericolosissimo nei momenti caldi delle partite. Drew Brees è sempre nei primi cinque nelle statistiche di categoria e riesce a coinvolgere tutti i membri del suo attacco nel modo più efficace. Russell Wilson e Cam Newton sono due dei giovani quarterback più promettenti e stanno dimostrando di essere già pronti a guidare un team da playoff, specialmente il primo. Philip Rivers è rinato dopo due stagioni deludenti ed è il primo nella lega per percentuale di completamento col 69.7%, segno evidente della sua precisione nei lanci.

Ben cinque dei running back provengono dalla NFC, ma l’unico della AFC è un serio candidato al titolo di MVP della regular season. Se togliessimo Manning, Jaamal Charles vincerebbe il premio. La sua importanza all’interno del sistema di gioco dei Chiefs è fondamentale e il suo contributo (19 TD totali, 12 su corsa e 7 su ricezione) è uno dei motivi della sorprendente stagione di Kansas City. Matt Fortè è tornato in gran forma e sta giocando una stagione molto solida. Non è spettacolare come i suoi colleghi, ma è molto costante. Frank Gore sta invecchiando, ma l’avanzare dell’età non sembra intaccare la sua elusività e la sua importanza all’interno dell’attacco Niners. Nella lega nessuno ha più portate del duo LeSean McCoy (287) – Adrian Peterson (279), i quali guidano la NFL anche in “yards after contact” e yards a partita. Marshawn Lynch nelle ultime cinque partite è apparso sottotono, facendo registrare meno di 4 yard a portate, ma rimane sempre il cuore dell’attacco di Seattle. 


I due fullback sono Marcel Reece e Mike Tolbert. Reece è molto più di un fullback tradizionale e sarebbe un giocatore molto più devastante se i Raiders lo usassero con più costanza nel running game. Solo per darvi un esempio, Reece è l’unico back ad aver superato le 100 yard contro la fortissima run defense dei Jets. Mike Tolbert dei Panthers è il giocatore con più yard corse tra i suoi pari ruolo e ha realizzato anche 5 touchdown. Difficilmente saranno protagonisti all’Aloha Stadium, ma entrambi rappresentano tipi di fullback capaci di molto più che aprire varchi.

La banda di ricevitori sembra una salone di auto veloci e potenti. Ognuno di questi merita la convocazione e forse c’è più da parlare di chi è stato escluso, ma tutti sono giocatori capaci di incidere sulle partite. Se i due Johnson, Calvin ed Andre, Brandon Marshall, A.J. Green e Dez Bryant sono quasi degli habitué, le rising stars sono Demaryus Thomas, Antonio Brown e Josh Gordon. Thomas è di gran lunga il miglior ricevitore di Denver e quello dotato di più qualità individuali, Brown sta emergendo come l’arma più pericola degli Steelers e i suoi numeri lo dimostrano (1.412 yard in stagione) e Josh Gordon è stato giustamente incluso dopo una delle stagioni più esplosive degli ultimi anni. Il receiver dei Browns è primo in yard guadagnate (1.564), primo in yard a portata (19.6), primo per ricezioni da più di 20 yard (28), primo in yard a partita (120.3) ed è autore della ricezione più lunga della stagione, ben 95 yard. Sarà davvero interessante vedere cosa può fare con un vero quarterback ad innescarlo. 



Tra i tight end manca, per il grave infortunio subito, Rob Gronkowski. Nessun tight end è più completo ed devastante del numero 87 dei Patriots, ma a sostituirlo troviamo una rivelazione della stagione: Jordan Cameron. Il giovane e talentuoso tight end è un giocatore fondamentale per l’attacco dei Browns e sarebbe molto più incisivo se giocasse in una squadra con più talento. Julius Thomas ha delle grandi statistiche, ma molto del merito va a Manning e alla sua abilità di migliorare i compagni. Jimmy Graham e Vernon Davis sono due tight end molto diversi tra loro, ma sono in testa alla lega per TD realizzati, rispettivamente 15 e 12, e sono due dei più forti tight end della NFL. Con giocatori di questo calibro, i coach del Pro Bowl dovranno fare i fuochi d’artificio in attacco.  

Per i quattro centri ci si è affidati all’esperienza. Alex Mack ha giocato un altro anno solido dall’inizio alla fine e Max Unger è l’ancora della linea dei Seahawks. Mike Pouncey è uno dei centri più promettenti della lega, mentre Ryan Kalil è di gran lunga il miglior run blocker tra i suoi pari ruolo.

La scelta dei tackle invece guarda molto alla solidità e al futuro. Joe Staley e Joe Thomas sono due dei migliori left tackle della lega. Se Kaepernick può stare molto tranquillo quando lancia molto lo deve a Staley. Thomas è uno dei pochi talenti nei Browns e il suo lavoro è troppo spesso poco riconosciuto. Branden Albert vede riconosciuto il suo lungo lavoro nei Chiefs con questo invito, mentre Trent Williams sta continuando a crescere in maniera rapidissima, affermandosi come uno dei tackle più solidi. La scelta di Jason Peters appare molto come un riconoscimento al suo meticoloso lavoro nella linea offensiva, che ha guidato con leadership e carisma per tutta la stagione, costruendo un’unità forte sia sul pass blocking che, soprattutto, sul run blocking. Tyron Smith è un talento che sta maturando ogni partita che passa. Si è imposto come uno dei fari della linea di Dallas e ha superato le aspettative.

Veniamo alle guardie, forse il ruolo in cui ci sono stati più errori da parte dei fan. Evan Mathis non c’è, mentre una buona parte delle fortune di McCoy negli Eagles dipendono dai muscoli e dai blocchi della miglior guardia NFL. Mike Iupati e Logan Mankins sono due certezze e due membri chiave delle ottime linee di 49ers e Patriots, Louis Vasquez sta emergendo come uno dei migliori pass blocker della lega. Strane le altre tre selezioni. Marshal Yanda è indubbiamente una delle migliori guardie, ma durante questa annata ha avuto davvero molti problemi e il gioco di corse di Baltimore è stato inesistente. Ben Grubbs e Jahri Evans sono anche loro giocatori affermati, ma, come per Yanda, non sono riusciti a far funzionare il run game dei Saints, hanno però il merito di essere la miglior protezione interna della lega sul passing game. 



Siamo arrivati alla fine della nostra analisi sull’attacco, tanti i giocatori meritevoli e pochi quelli snobbati (di cui avremo modo di parlare in un altro articolo). Il prossimo appuntamento sarà, a breve, con la difesa, su cui avremo molto modo di parlare, a causa di un numero maggiore di esclusioni di lusso. Rimanete connessi.

domenica 5 gennaio 2014

MOST INCREDIBLE PLAYOFF START, EVER!

Cominciano i playoff NFL, cominciano col botto. Cominciano con una di quelle partite che entrano dritte dritte nella storia, nella memoria, nella leggenda di uno sport.


Un anno fa Andy Reid era scontento e fuori dai playoff con i suoi ormai ex Eagles. I Chiefs avevano concluso una stagione terribile da 2 – 14 che non lasciava presagire nulla di buono all'orizzonte.
Un anno fa Andrew Luck era sul punto di vedersi scippare il premio di Offensive Rookie of the Year da un (allora) fantastico Robert Griffin III e sul punto di giocare la sua prima partita di playoff in carriera. Era l'esordio anche per coach Chuck Pagano e per molti dei componenti della giovane squadra. Le cose non andarono alla grande, il Wild Card Game premiò i Ravens, poi campioni al Super Bowl.
Tante cose sono cambiate da allora. Il matrimonio tra Reid e i Chiefs, aiutato da testimoni d'onore quali Alex Smith (1 INT ogni 69 passaggi dal 2011, leader della Lega nella statistica), Jamaal Charles (19 touchdown in stagione, 12 su corsa e 7 su ricezione, e quasi 2.000 yard complessive di guadagno) e una difesa eccezionale (basta pensare a un dato: -24 era il saldo palle recuperate / palle perse lo scorso anno, ultimi nella Lega, +18 quest'anno, secondi assoluti). Kansas City torna così alla post-season con l'ottimo record di 11-5 e molte speranze di andare lontano, molto più lontano di quanto si sperava ad inizio stagione.
Indianapolis, nel frattempo, ha continuato a lavorare e migliorare e con la squadra, su tutti, ha fatto Luck. Peyton Manning in 13 stagioni con i Colts era stato solo una volta sotto i 10 intercetti in regular season, Andrew già al secondo anno ci è riuscito. Il quarterback ha inoltre messo insieme 8.196 yard complessive nelle sue prime due stagioni nella Lega, surclassando il record che era di Newton e prima ancora dello stesso Manning. Accanto a lui non c'è più Reggie Wayne, out for the season già da un po', ma uno straordinario T.Y. Hilton da oltre 1.000 yard in stagione a guidare l'attacco e un funambolico Robert Mathis da 19.5 sack a capo della difesa.
Ora, con il medesimo record di partenza, con il fattore campo in mano ai Colts in quanto vincitori della propria Division, ecco le due squadre di fronte al Lucas Oil Stadium. La battaglia, come le premesse, sarà meravigliosa.

Se Reid è un abitudinario dei playoff (10-9 lo score in carriera), Pagano e Luck sono alla seconda esperienza assoluta (0-1 finora), mentre Smith guida l'attacco di una squadra alla post-season per la terza volta (1-1), ma è galvanizzato dal fatto di essere 6-1 in stagione in trasferta, avendo perso solo con i Broncos lontano da casa. E il game manager dei Chiefs parte subito a mille. Il primo drive di Kansas City sarebbe perfetto, se non vedessero il loro giocatore più forte, Charles, uscire stordito dal terreno di gioco per una commozione celebrale, che ne pregiudica il ritorno in campo. Knile Davis, rookie riserva del runningback, comunque non si fa pregare ed è incisivo per portare la squadra al touchdown, realizzato poi da Dwayne Bowe su lancio di Smith. Il receiver è alla prima partita di playoff da titolare e, con la seconda ricezione di serata, mette subito 7 punti al tabellone. Luck però non ha intenzione di stare a guardare ed è semplicemente perfetto nel suo drive di apertura. 7/7 per 74 yard, di cui 4 palloni per 51 yard finiscono nelle mani di Hilton, tra cui quello del touchdown del pareggio. La difesa dei Colts, però, traballa in maniera assai preoccupante e Smith è libero di lanciare uno straordinario Bowe, che sfugge ai tackle della retroguardia avversaria, per 63 yard fino alle 2 di Indianapolis. L'attacco dei Chiefs, però, soffre l'assenza di Charles e si incaglia fuori dalla end zone. Un field goal di Ryan Succop da 19 yard chiude il drive per il 10-7. Sul finire del primo quarto un pessimo drive dei Colts e di Luck (0/2) chiude i primi 15 minuti di ostilità con un punt (ce ne saranno solo tre in tutta la partita!).

Nel frattempo arriva la notizia che Charles è out of the game. Smith sembra ancora soffrire la sua assenza, ma la difesa sul profondo dei padroni di casa è un colabrodo. Donny Avery è wide open e il suo quarterback non se lo lascia sfuggire. Touchdown da 79 yard e 17-7 Chiefs. Trent Richardson, l'uomo che doveva dare una marcia in più all'attacco dei Colts quest'anno, ma che in realtà ha innestato la retro, continua la sua stagione terribile perdendo un fumble alla sua prima portata, praticamente da solo, recuperato dal falco Justin Houston. Partendo dalle 17 yard, con Davis che porta la squadra sulle 4 alla prima azione successiva, è un gioco da ragazzi per Smith trovare in end zone Anthony Sherman, il full-back, con un passaggio bellissimo e molto intelligente. Il vantaggio si allarga e il 24-7 ha quasi il sapore di una sentenza. Se si pensa che Indianapolis ha subito 20 punti complessivamente nelle ultime tre partite, averne presi 24 in molto meno di due quarti non è proprio un segnale incoraggiante. Di fronte c'è poi una squadra (e una difesa soprattutto!) che manderà o manderebbe (non in caso di Super Bowl raggiunto) ben 8 elementi alPro Bowl, il massimo in NFL quest'anno. Il running-game continua a non funzionare a dovere, Luck rischia di farsi intercettare e Pagano è costretto a giocarsi un quarto e inches a metà campo. Il suo quarterback risponde in maniera straordinaria facendosi 25 yard su corsa nell'occasione e alla fine Adam Vinatieri può trasformare il field goal da 37 yard che dà respiro ai tifosi di casa. Neanche troppo, però, perché l'attacco dei Chiefs funziona a meraviglia. Davis è ottimo, Smith lancia e corre alla perfezione. Le sole 287 yard guadagnate nella precedente sfida di regular season vinta dai Colts sono solo un ricordo in confronto alle 289 già ottenute finora. Il quarterback ex Niners è scatenato e trova una corsa fondamentale su un terzo e 7 sulle 10 yard degli avversari. Ci pensa poi ancora Knile Davis a mettere a segno un touchdown su corsa per il 31-10 Chiefs. Era dal 2004, proprio con i Colts di Manning, che una squadra non segnava su tutti i primi cinque drive offensivi di una partita di playoff. Luck, dopo il 7/7 iniziale, è fermo a 4/12, ma continua a trovare Hilton con regolarità. Forse troppa, perché Brandon Flowers intuisce le sue volontà e lo intercetta a pochi secondi dall'intervallo. Alla sosta lunga è Kansas City a dominare nettamente, sul punteggio di 31-10.


Il secondo tempo non comincia molto meglio per Indianapolis, anzi. Luck è ancora una volta impreciso e si fa intercettare una seconda volta dalla difesa avversaria, ora da Husain Abdullah. Smith riparte dalle 20 yard e Dexter McCluster porta avanti i suoi. È Davis però il centro focale dell'attacco e il quarterback lo trova in end zone al lancio. Il touchdown è, per certi versi, storico. Con 38 punti Kansas City segna il suo record di franchigia ai playoff, con 4 TD pass Smith fa, oltre al suo record personale, anche quello di squadra. Sotto 38-10, per i padroni di casa la partita sembra compromessa irreparabilmente. Non ditelo a Luck, però. Il quarterback sfodera tutto il suo talento e trova subito Da'Rick Rogers per 46 yard di guadagno. Nell'azione successiva Donald Brown comincia a correre come si deve ed è touchdown. Il drive successivo comincia in maniera insicura per i Chiefs, l'attacco pare però fluido. Fino a che, però, Alex Smith compie il primo errore del suo match. Troppa mielina per il QB nella tasca e Robert Mathis arriva come un falco a strappargli la palla di mano. Il fumble pare recuperato, la difesa però se lo fa sfuggire, ma ci pensa Kelvin Sheppard a recuperarlo prima che la palla esca. Sul ribaltamento di fronte, Hilton continua la sua partita fenomenale, Luck trova in LaVon Brazil un ricevitore affidabile e ci pensa ancora Brown a risolvere il drive, questa volta su ricezione. 38-24 e due possessi di ritardo ora per i Colts. Nell'azione della segnatura, la paura per un attimo sconvolge il Lucas Oil. Flowers si storce il collo sulla coscia del compagno Cooper e resta a terra immobile. La squadra si stringe intorno a lui, ma il cornerback si rialza. Partita finita per commozione celebrale anche per lui, però! Con Donny Avery salgono a tre gli infortuni di Kansas City in questo match. McCluster non è incisivo sui ritorni come in stagione regolare, dato che ne ha fatto un Pro-Bowler, e Smith ha perso un po' di smalto. Il drive si chiude con un punt. Ci pensa, però, la difesa a togliere le castagne dal fuoco. Luck trova ancora una volta Hilton, ma il receiver fa una fesseria lasciandosi sfuggire il pallone, ancora una volta nelle mani di Abdullah. Incredibile pensare che i padroni di casa abbiano perso la miseria di 14 palloni (fewest in the NFL) in tutta la stagione e siano già a quota 4 nella serata più importante. I Chiefs ripartono dalle 30 yard, ma trovano una grande difesa dei Colts a fare da sbarramento. Succop trasforma il field goal da 42 yard che vale il 41-24. Non una gran partita per Luck, finora, già 3 INT e molte imprecisioni. Il suo match, però, comincia adesso. Trova nell'ordine Brown, Brazil (dopo un gioco di prestigio) e Fleener e si fa tutto il campo in una manciata di secondi. Il touchdown è fulmineo, Indianapolis è nella partita: 41-31. Nel secondo tempo il computo delle yard è 206-46 finora, non c'è partita.


A cavallo tra terzo e quarto periodo il rimaneggiato attacco di Reid non trova soluzioni utili e si ferma ancora. Abdullah prova ancora a salvare la baracca, ma Hilton è una furia. In un amen Indianapolis è sulle 24 di Kansas City. Brown corre che è una meraviglia (Trent, chi?), ma, quando si appresta ad entrare in end zone, perde il contatto col pallone. Luck è fortunato, ma straordinario nel recuperarlo e lanciarsi in touchdown. I Chiefs ora hanno solo tre lunghezze di margine. Si fa male anche Davis, ma Bowe trova importanti primi down. A.J. Jenkins fa un numero improbabile sull'out e porta i suoi sulle 30 yard avversarie. Smith chiama due timeout quasi inutilmente e non trova soluzioni all'attacco. McCluster spreca e ci vuole Succop da 43 yard per mettere il 44-38 a tabellone. Ora, però, con un touchdown Indianapolis vince la partita. Con cinque minuti da giocare, Luck parte dalle sue 10 yard e trova Fleener per uscire dalla giungla. Nell'ecatombe di Kansas City si fa male anche Houston. Il QB dei Colts non guarda in faccia a nessuno e completa la sua rimonta leggendaria. Hilton riceve il suo tredicesimo passaggio di serata (secondo assoluto di sempre nei playoff) e raggiunge quota 224 yard con la ricezione da 64 che significa touchdown del soprpasso. 45-44 e pubblico di casa in delirio. Can you believe it? La difesa, però, sulle ali dell'entusiasmo è disattenta e dimentica che con un field goal subito si torna a casa. Bowe completa due down da 38 yard, ma è Smith a compiere l'errore che costa la qualificazione ai Chiefs. Per paura di un sack, il quarterback lancia il pallone dove non c'è nessun receiver. Intentional grounding e terzo e 17 fuori dal raggio da field goal. McCluster si avvicina di 6 yard. Arriva la giocata della partita sul quarto down. Smith lancia Bowe sull'out. Ricevuto! Non così in fretta, perché Dwayne mette un piede solo in campo. Per meno di 10 cm, Kansas City perde il pallone e a Indianapolis basta far scorrere il poco tempo rimasto per vincere. Che partita!



Dopo il -31 recuperato nel 1993 dai Buffalo Bills agli allora Houston Oilers, ecco la seconda rimonta più incredibile di sempre nella storia dei playoff NFL. Andrew Luck ha dimostrato a tutti di essere, in prospettiva il più forte quarterback della Lega. Andy Reid potrà recriminare sugli infortuni e su una ripresa di certo non a ottimi livelli, tanto in attacco quanto in difesa. Smith deve ancora migliorare molto, a 29 anni, se vuol diventare campione. Finisce quindi con 99 punti al tabellone e 1049 yard complessive, record assoluto in un match di playoff, la prima gara di questa post-season. I Colts avanzano e affronteranno ora con tutta probabilità i Broncos dell'ex di lusso, Peyton Manning. Se queste sono le premesse.. buon divertimento a tutti!

giovedì 2 gennaio 2014

WEEK 17 : COLORI, EPISODI ED EMOZIONI

E' arrivata l'ultima settimana anche di questa regular season NFL 2013 e con essa ecco tutti i verdetti utili per la post-season, per capire chi ne sarà protagonista. Qualche sorpresa, poche certezze e tante emozioni da vivere!


Partendo dalla NFC East, ecco subito il match decisivo per definire la padrona della Division nonché la terza classificata complessiva di Conference. Eagles e Cowboys si giocano una wild card per andare a sfidare i Saints la prossima settimana. Nick Foles (17/26 per 263 yard e 2 TD pass) parte subito a mille e lancia un grande LeSean McCoy (27 portate per 131 yard oltre alla ricezione in questione da 3 yard) per il 10-0 iniziale. Kyle Orton, sostituto di Tony Romo ancora infortunato, nonostante sia solamente alla prima apparizione stagionale, non si fa intimorire (30/46 per 358 yard con 2 TD pass e 2 INT) e serve Gavin Escobar per il touchdown che accorcia le distanze. Brent Celek allunga, nuovamente su passaggio di Foles, e all'intervallo è 17-10 Philadelphia. Il terzo quarto vede solamente due field goal di Dan Bailey all'attivo e il divario si riduce a una sola lunghezza. Bryce Brown riporta i suoi ad un margine di sicurezza sul 24-16, ma non è ancora finita. Orton e Jason Witten (12 ricezioni per 135 yard) costruiscono un grande drive, che però sembra interrompersi su un quarto e 9 sulle 30 yard di Phila. Dallas decide di giocarsela e il quarterback texano trova Dez Bryant, che guadagna il down di prepotenza, salvo poi finire la sua corsa in end zone. La giocata supplementare da due punti della possibile parità non va a segno e si resta sul 24-22 Eagles. I Cowboys si guadagnano un ultimo drive per vincere, ma Orton viene intercettato da Brandon Boykin e la gara si conclude qui. Philadelphia ai playoff, Dallas a casa. Tanto noiosa quanto inutile la partita tra Giants e Redskins, con le due squadre che guadagnano la miseria di 529 yard e 26 primi down complessivi. A farla da padrone è Jerrell Jerningan (2 portate per 57 yard e 1 touchdown oltre a 6 ricezioni per 90 yard e 1 touchdown), che con le sue due segnature spacca la partita in favore dei Giants. Eli Manning esce per infortunio all'intervallo, Curtis Painter è inguardabile (2/8 per 11 yard con 1 INT), ma Washington non riesce a tornare in partita. Finisce 20-6 e New York guadagna la settima vittoria stagionale, mentre è tredicesima sconfitta e seconda futura scelta al Draft estivo per i Redskins.

Anche nell'NFC North la partita tra Bears e Packers è decisiva per definire leadership e posto tra le wild card per sfidare i Niners. Torna Aaron Rodgers (25/39 per 318 yard con 2 TD pass e INT) e il suo inizio non è proprio dei migliori. Nei primi due drive offensivi del match, Green Bay arriva nei pressi della end zone, ma il suo quarterback si fa intercettare in entrambi i casi. Chicago ne approfitta per salire 7-0 col touchdown di un terrificante Matt Forte (22 portate per 110 yard e 2 TDs oltre a 4 ricezioni per 47 yard e 1 TD). Incredibile ciò che succede a ridosso dell'intervallo. Rodgers viene ostacolato mentre lancia e si genera un fumble, che però la difesa degli Orsi non recupera. Jarrett Boykin prende il pallone e, dopo qualche indecisione, vola in end zone. È touchdown! Alla pausa lunga i Packers sono avanti 13-7. Forte, però, è davvero straordinario e nel terzo periodo entra per altre due volte in end zone portando i Bears avanti 21-20, dopo che Randall Cobb (2 ricezioni per 55 yard e 2 TDs) aveva ridato il vantaggio ai suoi. Ad inizio quarto periodo Brandon Marshall compie un numero dei suoi, girando di 360° intorno al suo difensore e liberandosi così per il touchdown del 28-20 Bears. Eddie Lacy porta l'ennesima segnatura in questa sua straordinaria stagione, ma Rodgers non completa la trasformazione da due punti che significherebbe parità. Jay Cutler (15/24 per 226 yard con 2 TD pass e 1 INT) non costruisce niente di buono e la palla torna a Green Bay. È il momento del fenomeno assoluto, Aaron Rodgers. Il quarterback salva ben tre quarti down in un solo drive, prima dando palla a John Kuhn, poi lanciando Jordy Nelson (10 ricezioni per 161 yard) ed infine, su un quarto e 8 da metà campo, compie il miracolo. Il suo lancio è straordinario, ma Cobb è lasciato anche colpevolmente troppo solo dalla difesa avversaria. Tant'è, touchdown Packers e 33-28 che non verrà più recuperato e significa playoff. Nulla da segnalare di importante, se non l'ultima gara giocata allo storico Metrodome, nella sfida tra Vikings e Lions. Cordarelle Pattersons sta diventando una variabile sempre più importante nell'attacco di Minnesota e sblocca il punteggio con la corsa da 50 yard fino in end zone. Reggie Bush pareggia lo score, David Akers allunga con due field goal, ma ci pensa nuovamente Patterson a portare avanti i suoi e a chiudere virtualmente il match sul 14-13. Quinta vittoria stagionale per i Vikings, che salutano al meglio il Dome, nona sconfitta per Detroit.


In NFC South restava da decidere se i Panthers avrebbero mantenuto la vetta e con essa il secondo posto assoluto di Conference o se i Saints sarebbero riusciti a rubarla. Nell'ultima gara in carriera del futuro hall of famer Tony Gonzalez, i Falcons partono a razzo e, con un touchdown di Jason Snelling e un field goal di Matt Bryant, volano avanti 10-0. L'attacco di Carolina sembra in panne (un intercetto e un fumble in due drive successivi), quindi ci pensa la difesa, con l'intercetto di Melvin White riportato in end zone, a sbloccare il punteggio per loro. Successivamente Cam Newton trova Ted Ginn wide open per la segnatura del 14-10 Panthers. Dopo l'intervallo, Ryan trova Roddy White per il touchdown del vantaggio Atlanta, ma Newton trova assistenza da DeAngelo Williams (10 portate per 33 yard oltre a 2 ricezioni per 75 yard) e Greg Olsen per ritrovare la via della vittoria. Nell'ultimo periodo un field goal di Bryant accorcia sul 21-20 Carolina, ma i Falcons sperano le occasioni successive di portare a casa il match. Vincono i Panthers e volano alle semifinali di Conference, Atlanta perde la sua dodicesima gara stagionale. New Orleans, non ancora certa di un posto tra le wild card, si guadagna la post-season con una netta vittoria sui Bucs. Drew Brees (24/31 per 381 yard e 4 TD pass) guida splendidamente i suoi, trovando un touchdown da ben quattro diversi ricevitori, oltre a quello personale con una corsa da 9 yard, con schiacciata tra i pali successiva alla Jimmy Graham. Tampa Bay prova restare attaccata alla partita con i lanci di Mike Glennon (22/41 per 219 yard e 2 TD pass), ma finirà schiacciata 42-17 per la sua dodicesima sconfitta stagionale. Saints ai playoff da secondi di Division.

In NFC West Seattle doveva vincere per mantenere la vetta di Conference e così ha fatto, in casa contro i Rams. Malcom Smith dimostra a tutti perché la difesa dei Seahawks è la migliore della Lega, intercettando Kellen Clemens e riportando il pallone in end zone da 37 yard per il 7-0 iniziale. Due field goal di Steven Hauschka allungano sul 13-0 all'intervallo. Marshawn Lynch (23 portate per 97 yard e 1 TD) e Golden Tate (8 ricezioni per 129 yard e 1 TD) guadagnano la maggior parte delle yard offensive di Seattle e chiudono il match a cavallo tra terzo e quarto periodo. Finisce 27-9 per i Falchi Marini, padroni incontrastati della NFC. Nona sconfitta stagionale per St. Louis, fanalino di coda della miglior Division della Lega. La vittoria non servirebbe a nulla i Cardinals dati i successi di Saints e Panthers, ma Arizona prova comunque a chiudere al meglio la stagione. Finiti sotto 17-0 nel primo quarto, per colpa dei lanci di Colin Kaepernick (21/34 per 310 yard e 2 TD pass), spesso e volentieri diretti al grande ex Anquan Boldin (9 ricezioni per 149 yard e 1 TD), i padroni di casa recuperano tutto lo svantaggio grazie a Carson Palmer (28/49 per 407 yard con 2 TD pass e 1 INT), che trova nove diversi ricevitori durante il corso della partita e punti fondamentali per la rimonta. Phil Dawson riallunga con pochi minuti sul cronometro, Jay Feely lo riprende con pochi spiccioli dal termine, ma Kaep riesce a costruire un altro drive utile per arrivare in raggio da field goal. Ci pensa poi Dawson a chiudere allo scadere i conti sul 23-20 San Francisco. Niners al wild card game, Cardinals a casa nonostante un record di tutto rispetto (10-6), che nell'altra Conference avrebbe nettamente qualificato per i playoff.

Passando all'AFC ci imbattiamo subito nella prima debacle di giornata, quella dei Dolphins, che perdono il treno per la post-season nella sconfitta contro i Jets. New York è alla sua ultima gara stagionale e, come si augura Antonio Cromartie, spera che sia l'ultima anche per Miami. Ecco perché, dopo il touchdown di Mike Wallace che sblocca il match, Geno Smith e compagni lottano assiduramente e trovano il sorpasso già prima dell'intervallo. Sheldon Richardson e lo stesso quarterback trovano due segnature su corsa che portano la loro squadra avanti 14-7. Ryan Tannehill (20/40 per 204 yard con 1 TD pass e 3 INT) continua a non trovare ricevitori con facilità e il punteggio resta identico a fine terzo periodo. I Jets trovano due field goal con Nick Folk e da Miami non arriva nessuna risposta utile. Finisce 20-7 per gli ospiti, che chiudono la stagione a otto vinte e otto perse, così come i Dolphins, eliminati da tutto. Restava anche da capire se i Patriots avrebbero mantenuto il secondo posto di Conference per saltare il turno delle wild card. Così è. New England vola avanti 16-3 all'intervallo grazie alla prima segnatura di uno scatenato LeGarrette Blount (24 portate per 189 yard e 2 TDs) e ai field goal di Stephen Gostkowski. T.J. Graham rende felice un buon Thad Lewis (16/29 per 249 yard e 1 TD pass), ma Shane Vereen allarga nuovamente la forbice. Fred Jackson corona l'ennessima, splendida prestazione dei runningback dei Bills (165 yard in 33 portate tra lui e C.J. Spiller), ma Blount, dopo un field goal a testa per le due squadre, chiude definitivamente il match. Finisce 34-20 e New England vola alle semifinali. Buffalo alla decima sconfitta stagionale.


Un'altra sconfitta sanguinosa è quella dei Ravens, che perdono la possibilità di difendere il titolo conquistato lo scorso anno, sconfitti dai Bengals, i quali guadagnano invece una wild card meritatissima. Andy Dalton (21/36 per 281 yard con 2 TD pass e 4 INT) inizia la partita lanciando due intercetti nei primi due drive offensivi, da cui però Baltimore ricava solamente 6 punti da field goal di Justin Tucker. Ecco però che, poi, esce la sua parte migliore nello splendido lancio per il touchdown di A.J. Green e in quello successivo per Marvin Jones, che compie una presa incredibile. Dalton raggiunge quota 33 TD pass, segnando il record di franchigia. All'intervallo è 17-6 Cincinnati. Un deludentissimo Joe Flacco (30/50 per 192 yard con 1 TD pass e 3 INT) trova una delle poche giocate di livello nella partita servendo Marlon Brown in end zone. Ci pensa Ray Rice a mettere a segno la conversione da due punti ed è parità. Giovani Bernard si inventa una giocata straordinaria e Dalton conclude al meglio l'azione per il touchdown su corsa del 24-17. i due quarterback si regalano un intercetto a testa, ma Flacco esagera e ne subisce una seconda consecutiva, questa volta però riportata da Dre Kirkpatrick in end zone. La partita finirà così, 34-17 per i Bengals, che volano ai playoff dove sfideranno i Chargers al Wild Card Game, e rispediscono i Ravens a casa. Nulla hanno da rimproverarsi gli Steelers, che fanno il loro dovere vincendo contro i Browns e finiscono qui la loro stagione solo per colpa della vittoria in overtime dei Chargers. La partita contro Cleveland è a senso unico, Pittsburgh domina in lungo e in largo per tre quarti e chiude il match in suo favore. Jerricho Cotchery e un grande Le'Veon Bell (20 portate per 90 yard e 1 TD) scavano il solco che i due field goal di Shaun Suisham aiutano solo ad allargare. Inutile il touchdown di Fozzy Whittaker nel finale. Finisce 20-7 per i gialloneri, che devono recriminare su qualche brutta prestazione ad inizio stagione se hanno dovuto veder scappare via il treno playoff.

Tutto era già deciso nella peggior Division NFL, l'AFC South. Colts alla post-season senza difficoltà, ancor di più dopo la nettissima vittoria sui Jaguars. Indianapolis fa subito capire di che pasta è fatta con un 17-0 nel quarto iniziale, frutto di una grande difesa, delle giocate di Andrew Luck (26/37 per 282 yard e 1 TD pass) e dei touchdown di Donald Brown e Trent Richardson su corsa. Griff Whalen allunga con una nuova segnatura nel terzo periodo e, avanti 27-3, i Colts si fermano. Si scatena Chad Henne (30/51 per 331 yard, ne aveva meno di 100 all'intervallo, con 1 TD pass e 1 INT), ma viene tenuto a bada egregiamente dalla difesa dei Colts. Su tutti da Robert Mathis, che raggiunge i 19.5 sack in stagione, leader assoluto in NFL. Finisce 30-10 per i padroni di casa, ora al Wild Card Game contro i Chiefs. La partita tra Titans e Texans serve solo a concludere la tragica stagione di questi ultimi, che, dopo quattordici sconfitte consecutive, si sono guadagnati la palma di peggior team della Lega quest'anno e avranno la prima scelta al prossimo Draft. Chris Johnson (27 portate per 127 yard e 1 TD) si infila come il burro nella difesa di Houston e, insieme ai tre field goal di Rob Bironas, fissa il punteggio sul 16-10 per Tennessee finale. Matt Schaub gioca la sua ennesima, pessima partita (22/34 per 229 yard con 2 INT) e la stagione dei Texani finisce, finalmente per loro, qui. Settima vittoria stagionale per i Titans.

Manca solo la AFC West, che doveva chiarire se i Broncos sarebbero rimasti la miglior squadra di Conference e se i Chargers si sarebbero guadagnati la post-season. La partita tra Denver e Oakland serve giusto a definire qualche nuovo record offensivo in questa loro straordinaria stagione: Peyton Manning raggiunge e supera Drew Brees per il maggior numero di yard guadagnate su passaggio in stagione (5477), chiudendo inoltre con il record di passaggi da touchdown (55), soli dieci intercetti e un passer rating spaventoso (115.1); Matt Prater completa il suo record di 75 XP su 75; Denver arriva a segnare il maggior numero di punti per una squadra in una sola regular season (603). Gli ospiti arrivano all'intervallo avanti 31-0 grazie al loro quarterback (25/28 per 266 yard con 4 TD pass) e a Demaryius Thomas (6 ricezioni per 113 yard e 2 TDs). Manning lascia il posto a Brock Osweiler e c'è spazio per due touchdown dei Raiders, che rendono il passivo meno amaro sul 34-14. Quanto rischia San Diego contro i Chiefs. Chase Daniel (21/30 per 200 yard con 1 TD pass), subentrato per l'occasione ad Alex Smith, Knile Davis (27 portate per 81 yard e 2 TDs) e Dexter McCluster (6 ricezioni per 62 yard e 1 TD) costruiscono un vantaggio di dieci lunghezze per Kansas City a fine terzo periodo. Dall'altra parte è solo grazie a Philip Rivers (22/33 per 229 yard con 3 TD pass e 1 INT) e Ryan Mathews (24 portate per 144 yard) se i Chargers restano in partita. Ci pensa Eddie Royal a rimettere in partita i suoi sul 24-21 Chiefs. Si scatena Keenan Allen (5 ricezioni per 89 yard) che supera le 1.000 yard in stagione e porta i suoi in raggio da field goal. Nick Novak trasforma ed è parità. Daniel costruisce un grandissimo drive offensivo e riporta i suoi in una posizione buona per colpire e abbattere definitivamente la resistenza avversaria. Ryan Succop, però, con pochi secondi rimasti, sbaglia il field goal da 41 yard che poteva dare la vittoria ai Chiefs e rispedire al mittente i sogni dei Chargers. Qualcuno a Pittsburgh lo starà cercando. Una controversa decisione arbitrale porta avanti San Diego in overtime con un field goal di Novak, che non verrà più recuperato. Finisce 27-24 e Rivers e compagni volano ai playoff. Tre squadre dell'AFC West avanzano quindi alla post-season.


La stagione si è quindi, purtroppo, conclusa. Ecco gli accoppiamenti e gli orari italiani dei Wild Card Games:
  • Kansas City Chiefs @ Indianapolis Colts : sabato 04/01 alle 22.35
  • New Orleans Saints @ Philadelphia Eagles : domenica 05/01 alle 2.10
  • San Diego Chargers @ Cincinnati Bengals : domenica 05/01 alle 19.05
  • San Francisco 49ers @ Green Bay Packers: domenica 05/01 alle 22.40

Le emozioni vere di questa season devono ancora cominciare, godiamoci l'attesa e ringraziamo la NFL per questo nuovo, meraviglioso anno!

venerdì 27 dicembre 2013

WEEK 16 : COLORI, EPISODI ED EMOZIONI

Se ne va anche la penultima settimana di questa regular season NFL ed arriva anche qualche verdetto in più su questa stagione dai tratti sorprendenti ed esaltanti. Partiamo subito!
 

Incredibile ciò che succede nella NFC South. I Saints buttano al vento un vantaggio di due partite sui Panthers, perdendo lo scontro diretto, che significa seconda sconfitta consecutiva e perdita conseguente della leadership divisionale. La partita è noiosa nel primo quarto, che si chiude 0-0, ma vede i brutti infortuni a Steve Smith e Kenny Vaccaro, pessima notizia per entrambe le squadre. La difesa di Carolina è spaventosa su Drew Brees e lo costringe a due intercetti, oltre a produrre ben 6 sack, di cui tre con Greg Hardy, e un quasi record NFL per numero di tackle prodotti (24, il record è 25 di Brian Urlacher) con Luke Kuechly. Cam Newton, però, non è in formissima (13/22 per 181 yard con 1 TD pass e 1 INT) e viene aiutato inizialmente solo da un grande DeAngelo Williams (12 portate per 67 yard e 1 touchdown), che con la sua segnatura porta i Panthers avanti 7-6 all’intervallo. Lo svantaggio cresce con un field goal di Graham Gano, ma è Jimmy Graham (5 ricezioni per 73 yard e 1 touchdown) a guidare il drive che sembra decisivo per la vittoria dei Saints e a mettere a segno i punti del 13-10. Con 55 secondi sul cronometro e senza timeout rimasti, ci pensa Newton a risolvere la pratica per Carolina. Un passaggio da 37 yard per Ted Ginn spiana la strada alle successive ricezioni di Greg Olsen e, soprattutto, Domenik Hixon. Il receiver sigla il primo, pesantissimo touchdown dell’anno a la partita si chiude sul 17-13 per i Panthers, che volano ai playoff, sicuri almeno di una wild card. New Orleans dovrà vincere nell’ultimo match contro i Buccaneers per assicurarsi la post-season.


Sono già ai playoff anche Seahawks e Niners, nonostante Seattle perda contro i Cardinals. Vittoria invece di San Francisco contro i Falcons. Russell Wilson perde la sua prima partita NFL tra le mura amiche, anche per colpa di una delle sue peggiori prestazioni in carriera (11/27 per 108 yard con 1 TD pass e 1 INT). Poco male che Carson Palmer dall’altra parte faccia molto peggio (13/25 per 178 yard con 1 TD pass e 4 INT), fermato dalla fortissima Legion of Boom. L’attacco di Seattle non è però all’altezza e produce appena 10 punti in tutta la partita, anche per colpa di Steven Hauschka, che prende il palo su un field goal semplicissimo per un kicker del suo livello. Zach Miller segna comunque i punti del vantaggio Seahawks sul 10-9 a sei minuti dalla fine. Palmer, però, si sveglia giusto in tempo per guidare il drive della vittoria, concluso con il touchdown da 31 yard del sempre decisivo Michael Floyd. I Cardinals devono vincere la restante partita contro i 49ers e sperare in una sconfitta dei Saints, mentre ai Falchi Marini tocca vincere contro i Rams se non vogliono perdere la testa della propria Division. Che partita l’ultima di sempre giocata a Candlestick Park! Lo storico stadio dei Niners vede la vittoria che li porta dritti ai playoff, non senza qualche difficoltà, però. Matt Ryan (37/48 per 348 yard con 2 TD pass e 2 INT) prova in tutti i modi a portare i suoi Falcons ad una grande vittoria, ma sbatte contro la grande difesa avversaria oltre a un Colin Kaepernick che ha ripreso a correre forte (6 portate per 51 yard e 1 touchdown) in aggiunta a passare più che discretamente (13/21 per 197 yard con 1 TD pass). Michael Crabtree (5 ricezioni per 102 yard) e Anquan Boldin (6 ricezioni per 72 yard e 1 touchdown), a cui c’è da agiungere la segnatura su corsa di Kaep, scavano un distacco di dieci lunghezze a favore di Frisco. Roddy White (12 ricezioni per 141 yard e 1 TD) segna uno splendido touchdown, ma ci pensa Frank Gore (21 portate per 97 yard e 1 TD) a riportare la distanza in doppia cifra. A due minuti dalla fine Ryan trova Tony Gonzalez e il risultato è sul 27-24 per i Niners. Atlanta tenta l’ultima carta disponibile, quella dell’onside kick e va a segno, conquistando nuovamente il possesso. Il quarterback dei Falcons però non è fortunato e su una carambola il pallone viene recuperato da NaVorro Bowman, che lo riporta in touchdown per 89 yard. Finisce così 34-24 per Frisco, ora per lo meno sicura di una wild card per i playoff. Undicesima sconfitta stagionale per Atlanta.


 Patriots, Colts e Bengals festeggiano i playoff con una vittoria, rispettivamente conto Ravens, Chiefs e Vikings. Baltimore non entra in partita fino all’ultimo periodo, quando è troppo tardi. Tom Brady (14/26 per 172 yard con 1 TD pass) gioca un primo quarto stellare e guida la sua squadra sul 14-0, punteggio ampliato da due field goal di Stephen Gostkowski a cavallo dell’intervallo. Joe Flacco, che forse non avrebbe dovuto giocare per i postumi dell’infortunio della scorsa settimana, inizia malissimo, ma finirà decentemente la sua partita (22/38 per 260 yard con 2 INT), siglando anche il touchdown che apre le marcature dei Ravens e li porta sul 7-20. Ecco però che il touchdown di LeGarrette Blount, il fumble recuperato in end zone da Chandler Jones e il ritorno da 74 yard di intercetto di Tavon Wilson mettono altri 21 punti a tabellone in un amen per i Pats e la vittoria si fa schiacciante: 41-7. New England quasi sicura della seconda piazza in AFC, Baltimore deve vincere contro i Bengals e sperare di uscire vincitrice dalla contesa con Chargers e Dolphins . Il solito, dominante Jamaal Charles (13 portate per 106 yard e 1 TD oltre a 5 ricezioni per 38 yard) sblocca il punteggio a favore di Kansas City contro i Colts, con un touchdown da 31 yard su corsa. L’attacco dei padroni di casa, però, si spegne poi incredibilmente, guidato in maniera sciagurata da Alex Smith (16/29 per 153 yard con 2 INT e un fumble). Per Indianapolis si scatenano Andrew Luck (26/37 per 241 yard e 1 TD pass), ma soprattutto Donald Brown (10 portate per 79 yard e 1 touchdown oltre a 2 ricezioni per 31 yard e un secondo touchdown) e per gli avversari non c’è più nulla da fare. L’ottima difesa, guidata da Jerrell Freeman, autore dei due intercetti a Smith, fa il resto e gli ospiti vincono 23-7. Entrambe le squadre già sicure di una wild card ai playoff. Quale versione di Andy Dalton vedremo ai playoff, quando la palla scotterà di più? Quella meravigliosa dell’Offensive Player of the Month di ottobre o quella terribile delle partite successive al premio ricevuto? Per restare al presente, quella pallida di settimana scorsa o quella assolutamente impeccabile (27/38 per 366 yard con 4 TD pass) di questa? Mistero. Per ora i Bengals mettono in tasca la wild card schiacciando i Vikings con una grandissima prestazione dell’attacco, che mette a bersaglio 35 punti, ed una ancor migliore della difesa, che concede la miseria di 209 yard guadagnate agli avversari e produce una delle peggiori prestazioni di Matt Cassel viste finora (13/27 per 114 yard con 1 TD pass, un fumble e 3 INT, di cui uno ritornato in touchdown da Vincent Rey). La vittoria è nettissima, 42-14 per Cincinnati. Minnesota alla decima sconfitta stagionale.

Cowboys e Eagles si danno un botta e risposta, vincendo contro Redskins e Bears, in attesa dello scontro diretto decisivo della prossima settimana per determinare chi andrà alla post-season. Ancora in corsa i Packers, nonostante la sconfitta con gli Steelers, mentre fuori dalla contesa playoff i Lions. Dallas rischia di buttare al vento due ottimi quarti iniziali, in cui DeMarco Murray (22 portate per 96 yard e 1 TD) e Dez Bryant (4 ricezioni per 73 yard e 1 TD) festeggiano le marcature che portano i texani avanti 14-6 all’intervallo. Kirk Cousins (21/36 per 197 yard con 1 TD pass e 1 INT) trova una connection a dir poco efficace con un devastante Pierre Garcon (11 ricezioni per 144 yard, più della metà di tutti gli altri receiver messi insieme, e 1 touchdown) e Washington riapre incredibilmente la partita sul 14-13 Cowboys. Alfred Morris sigla il touchdown del sorpasso e gli spettri di Dallas tornano a farsi vivi. Tony Romo gioca però un grande ultimo periodo, per altro colto da un mezzo infortunio, e guida i suoi dapprima in raggio da field goal per riaprire il match e poi, nel drive decisivo, al touchdown della vittoria. Decisivo il passaggio per Terrence Williams da 51 yard che apre il campo alla successiva segnatura di Murray. Finisce 24-23 per gli ospiti, che tengono vive le speranze di post-season, mentre i Redskins sono alla dodicesima sconfitta stagionale. L’attacco degli Eagles è semplicemente fenomenale. Al lancio Nick Foles è precisissimo (21/25 per 230 yard con 2 TD pass) e trova i receiver con grande facilità ed efficacia, mentre palla alla mano LeSean McCoy (18 portate per 133 yard e 2 touchdown) e Bryce Brown (9 portate per 115 yard e 1 touchdown) dominano la contesa e portano Philadelphia a segnare ben 47 punti, a cui si aggiungono i 7 guadagnati da Brandon Boykin con l’intercetto a Jay Cutler riportato in end zone. E se Devin Hester provoca il suo primo fumble dopo quattro anni senza palle perse, significa che è davvero una nottataccia. Finisce 54-11 per gli Eagles, che dovranno vincere settimana prossima contro i Cowboys, così come i Bears contro i Packers, per assicurarsi i playoff. Eli Manning non gioca una gran partita (23/42 per 256 yard con 1 TD pass e 1 INT, oltre a una safety subita), ma peggio di lui fa Matthew Stafford (25/42 per 222 yard con 2 INT) e la difesa di New York guida la squadra alla vittoria in overtime. È Will Hill a intercettare il quarterback avversario e riportare il pallone in touchdown per 38 yard per i punti della parità a quota 20, poi nel supplementare ci pensa Manning a portare i suoi in raggio da field goal e Josh Brown mette a segno i punti del 23-20 finale. Detroit dice addio al sogno playoff, che sembrava quasi realtà fino a poche settimane fa, Giants alla sesta vittoria stagionale. Una grande partita di LeVeon Bell (26 portate per 124 yard e 1 touchdown) e Antonio Brown (6 ricezioni per 105 yard), guidati da un buon Big Ben (16/28 per 167 yard con 1 TD pass e 1 INT) portano Pittsburgh alla vittoria contro Green Bay. Non basta il toro dell’Alabama Eddie Lacy dall’altra parte (15 portate per 84 yard e 2 touchdown) ed arriva la settima sconfitta stagionale per i Packers, che dovranno obbligatoriamente vincere contro i Bears per andare alla post-season. La partita è sul 31-31 a pochi secondi dal termine quando Matt Flynn, dalla sua redzone, decide di portare palla alla mano per guadagnare un primo down. Perde però il possesso, con un fumble recuperato da Brett Keisel, e per Roethlisberger è un gioco da ragazzi sul successivo short drive dare palla a Bell per il 38-31 finale.



I Dolphins continuano a cullare il sogno playoff, nonostante la sconfitta contro i Bills, mentre i Chargers fanno un grande passo avanti verso la post-season con la vittoria contro i Raiders. I Broncos, si assicurano un posto tra le prime due di AFC con la vittoria contro i Texans. L’attacco, ma soprattutto l’offensive line, di Miami resta a casa e produce la “bellezza” di 0 punti contro una difesa non certo trascendentale come quella di Buffalo. Le yard prodotte a fine partita saranno 103, quasi la metà di quelle prodotte dalla terribile coppia di runningback dei Bills, composta da Fred Jackson (19 portate per 111 yard e 1 touchdown) e C.J Spiller (20 portate per 77 yard). Il resto lo fa Dan Carpenter, che mette a segno quattro field goal su quattro tentati e chiude la partita sul 19-0 per i suoi. Miami è nella mischia con i Ravens e San Diego per la post-season. I Chargers regolano Oakland, nonostante i due primi quarti siano molto fallosi e la squadra perda ben tre palloni, due con fumble di Philip Rivers e Keenan Allen e uno intercettato da Mike Jenkins allo stesso Rivers. Tutt’altra musica dopo l’intervallo, con Allen che sigla l’ennesimo touchdown della stagione e Nick Novak che porta a quattro i suoi field goal a segno in giornata. I Raiders escono invece dal match e vengono battuti 13-26 per la loro undicesima sconfitta stagionale. I Texans provano in tutti i modi a fare un brutto scherzo a Denver, ma è troppo grande la differenza tra l’attacco guidato superbamente da Peyton Manning (32/51 per 400 yard con 4 TD pass), coadiuvato dagli ottimi Eric Decker (10 ricezioni per 131 yard e 2 touchdown) e Demariyus Thomas (8 ricezioni per 123 yard e 1 touchdown), e quello malamente condotto da Matt Schaub (18/37 per 176 yard con 1 TD pass e 2 INT). Nonostante tutto, i Texans sono sotto solamente di tre lunghezze a fine terzo periodo. Ci pensa però il neo-recordman della Lega per numero di passaggi da touchdown in una sola stagione (51) a portare i Broncos alla vittoria. Un parziale di 21-0 nell’ultimo periodo schiaccia le pretese di rimonta e chiude la sfida sul 37-13 per Denver, alla dodicesima vittoria stagionale. Tredicesima sconfitta in fila per Houston.


Vittorie per Jets, Titans e Rams in tre partite quasi senza pretesa contro Browns, Jaguars e Buccaneers. Non basta un sempre efficiente Josh Gordon (6 ricezioni per 97 yard oltre a una portata per 22 yard) a Cleveland per superare un ottimo Geno Smith (20/36 per 214 yard con 2 TD pass oltre a 10 portate per 48 yard e 1 touchdown), aiutato da Chris Ivory (20 portate per 109 yard) e David Nelson (4 ricezioni per 33 yard e 2 touchdown) a guidare l’attacco dei Jets fino alla vittoria. Un ultimo quarto da 14-3 è abbastanza per superare la fioca resistenza dei Browns e New York vince 24-13 la sua settima partita stagionale. Undicesima sconfitta per gli ospiti. Chad Henne gioca una delle sue migliori partite di quest’anno (24/34 per 237 yard con 2 TD pass e 1 INT), ma i Jags vengono surclassati dalle corse di Shonn Greene (19 portate per 91 yard e 1 touchdown) e Chris Johnson (22 portate per 90 yard), oltre alle ottime ricezioni di Nate Washington (6 per 117 yard e 1 touchdown). 20-16 il finale in favore di Tennessee, che vince la sua sesta partita stagionale, mentre è undicesima sconfitta per Jacksonville. Robert Quinn aggiunge altri tre sack alla sua straordinaria stagione e guida i suoi alla vittoria. Kellen Clemens è preciso (16/20 per 158 yard), Zac Stacy una mina vagante nella difesa di Tampa Bay (33 portate per 103 yard e 1 touchdown) e Greg Zuerlein mette tre field goal su altrettanti tentativi per siglare la vittoria Rams. Non bastano ai Bucs la segnatura di Bobby Rainey e i field goal di Ryan Lindell. Finisce 23-13 per St. Louis, alla settima vittoria stagionale, che condanna Tampa Bay all’undicesima sconfitta.

Broncos, Patriots, Colts, Bengals e Chiefs già ai playoff in AFC, con Dolphins, Ravens, Chargers e Steelers ancora nella contesa. Dall’altra parte Seahawks e Panthers già alla post-season, tante altre slot disponibili da decidersi nell’ultima gara dell’anno. Siamo quasi alla fine, ma manca ancora il meglio di questa stagione NFL!