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venerdì 5 luglio 2013

L'ANGOLO TECNICO: NFL ROLES - SPECIAL TEAM






Terzo appuntamento con l’angolo tecnico ragazzi! Come vi avevo preannunciato la volta scorsa, oggi inizieremo a trattare i ruoli. Se vi ricordate bene, avevamo detto che nel football americano esistono 3 squadre: l’attacco, la difesa e lo special team. Ognuna di queste è composta da 11 giocatori, ma tra l’una e l’altra esistono profonde differenze. Per chiarezza espositiva e per facilitarvi il compito di apprendimento ho scelto di trattare le tre squadre in tre articoli separati. Oggi inizieremo dal più particolare: lo special team.

Questo team entra in gioco in tutte quelle situazioni in cui sia previsto calciare la palla (kick-off, punt, field goal o extra point) ed al suo interno sono presenti sia giocatori altamente specializzati, come il kicker o il punter, sia riserve dell’attacco e della difesa, che hanno uno scarso utilizzo nelle loro rispettive squadre e che perciò entrano a far parte dello special. La composizione degli elementi può variare leggermente se si tratta di calciare un field goal, dove verranno schierati giocatori forti fisicamente, capaci di bloccare a lungo gli avversari, o di recuperare (nel gergo si usa la parola “ritornare”) un calcio, dove verranno schierati giocatori più agili e veloci, capaci di muoversi rapidamente su tutto il campo. Solitamente i membri dello special team vengono considerati i meno importanti del roster, perché vedono il campo solo per brevi periodi, risultando  anche i meno pagati della squadra, ma non è raro il caso in cui siano proprio questi uomini a decidere le partite nei secondi finali. Uno dei più celebri a riuscire in questo tipo di imprese è Adam Vinatieri, attuale kicker dei Colts, che piazzò due calci decisivi per la vittoria, sia nel Super Bowl 36 che nel Super Bowl 38, quando ancora giocava nei Patriots.

I ruoli principali di questo team sono sostanzialmente cinque: il kicker, il punter, il long snapper, l’holder e il kick returner. Vediamoli ora uno per uno:

  • Il kicker, detto anche placekicker, è sicuramente il giocatore più importante dello special. Il suo compito è calciare la palla nei kick-off, negli extra points e nei field goals e deve avere sia potenza che precisione. Infatti da lui possono dipendere molti schemi della squadra e, per questo motivo, deve essere in grado di saper misurare la portata del suo calcio a seconda della situazione.
  • Il punter si differenzia dal kicker, sia per le azioni in cui è impiegato che per il modo di calciare. Infatti questi entra in campo solo quando la squadra in possesso, al quarto down, deve far allontanare il più possibile la squadra avversaria; è rarissimo vedere un punter realizzare un punto (l’ultima volta è successo nel 2005), proprio perché il suo compito è più di protezione del territorio che di guadagno. L’altra differenza riguarda il fatto che lui riceve la palla direttamente dallo snap, dunque prende la palla con entrambe le mani e poi la calcia, mentre il kicker tira sempre con la palla posizionata sul “tee”, un piccolo supporto che serve a tenere l’ovale sollevato dal suolo.
  • L’holder è colui che riceve lo snap dal long snapper e posiziona la palla per il kicker. Questo ruolo è ricoperto o dal punter o dal quarterback di riserva e sul terreno si posiziona a 7-9 yard dalla linea di scrimmage.
  • Il long snapper è un ruolo marginale, ma di decisiva importanza nello special. E’ un centro particolarmente abile a lanciare la palla velocemente e precisamente al proprio punter o all’holder. Subito dopo aver eseguito lo snap deve dedicarsi al lavoro di bloccaggio degli avversari. Gli snapper sono molto difficili da trovare, proprio perché poco visibili e altamente specializzati, ma non averne uno capace può comportate seri danni alla squadra, che si ritroverà svantaggiata nei calci, perché uno snap mal eseguito può provocare il fallimento della giocata. 
  • Il kick returner è sicuramente il ruolo più spettacolare tra questi. Il suo compito è posizionarsi il più lontano possibile dal calcio, riceverlo, e cercare di ritornarlo in touchdown attraversando tutto il campo. E’ solitamente anche il più veloce dell’intera squadra e può ritornare sia i kick-off, sia i punt. Deve avere una grande lettura di gioco, riuscendo con la sua agilità e velocità ad individuare gli spazi liberi e correre il più velocemente possibile verso la end zone avversaria. Se un ritorno si trasforma in touchdown è sicuramente una giocata da highlights, perché significa che il giocatore ha percorso tutto il campo, evitando tutti i blocchi e correndo più veloce di qualunque altro. 

La lezione di oggi è sicuramente la più facile delle tre sui ruoli, ma è comunque importante memorizzare queste posizioni, perché molte delle fortune di un team possono dipendere da come venga coordinata questa unità. In futuro guarderemo anche qualche particolare schema che coinvolge lo special team e delle azioni storiche che hanno deciso le partite. Studiate bene in attesa del prossimo appuntamento, il discorso inizia a farsi intrigante!  






venerdì 14 giugno 2013

L'ANGOLO TECNICO: NFL BASICS 2






Eccoci al secondo appuntamento con il mio angolo tecnico!

L’ultima volta ci eravamo lasciati con le prime basi del gioco, oggi voglio approfondire maggiormente alcune dinamiche del football americano e, soprattutto, portarvi a conoscenza di alcuni termini che ritroverete spesso nei nostri articoli. Per fare questo vi propongo un piccolo glossario, cosicché possiate orientarvi più facilmente nei concetti.

·        Backward pass: è un passaggio all’indietro, tipico del rugby, usato molto raramente nelle normali azioni di gioco, è utilizzato nella maggior parte dei casi nelle giocate che prevedono una finta, dove ad esempio, il running back corre verso la propria linea offensiva e poi ripassa la palla al quarterback che può lanciare. 

·        Blitz: è una giocata difensiva, chiamata dai linebacker o, più raramente, dai defensive back, che prevede di penetrare nella linea avversaria per cercare di placcare il quarterback e può essere eseguita da uno o più giocatori. E’ molto rischiosa perché, nel caso la linea resista o il quarterback riesca a lanciare, la propria difesa rimane molto scoperta. Gli schemi di “pass rushing” si basano proprio su questa tattica molto aggressiva.

·        Drive: è la serie di azioni consecutive condotte dalla squadra in attacco. Possiamo anche definirlo come la somma di tutti i down che la squadra guadagna. 

·        Fumble: è l’errore commesso, da un giocatore avente possesso del pallone, che comporta la perdita del possesso di palla a favore della squadra avversaria. Può verificarsi, ad esempio, per uno snap mal eseguito dal centro, per una disattenzione del receiver qualora non abbia ben saldo il pallone nelle mani o se lo lasci sfuggire o perché un running back durante un contatto ha perso la palla; in tutti questi casi, se la palla viene recuperata da un avversario è un fumble. Esistono anche i “forced fumble”, che avvengono quando un giocatore difensivo con la sua giocata fa perdere il controllo della palla all’avversario e questa venga poi recuperata da un suo compagno.  

·        Goaltending: è un tentativo di impedire o, più raramente, favorire la segnatura di un field goal. 

·        Handoff: è il passaggio alla mano che il quarterback effettua per il suo running back. 

·        Incompleto: è il termine che si usa per indicare un passaggio non andato a buon fine o perché la palla ha toccato terra prima che il ricevitore potesse prenderla, o perché è uscito dal campo o perché il ricevitore stesso non è riuscito a guadagnare il possesso dell’ovale, lasciandoselo scivolare dalle mani.

·        Intentional grounding: è l’azione nella quale il quarterback, per evitare un sack e quindi una perdita di yard, lancia volontariamente un passaggio non ricevibile.  

·        Intercetto: è un’azione difensiva nella quale un difensore cattura il lancio avversario e regala il possesso alla propria squadra. Un intercetto subito è una grave pecca per il quarterback, in quanto rischia di compromettere il risultato finale, soprattutto se lo subisce nella propria metà campo o se questo viene ritornato in un touchdown. 

·        Onside kick: è un tipo particolare di kick off che viene calciato non alto e lungo, ma corto e laterale, così da cercare di riconquistare il possesso della palla immediatamente. E’ possibile vederlo quando una squadra in svantaggio sta cercando disperatamente di recuperare, perché nel caso non andasse a buon fine, la squadra avversaria ripartirebbe ad una distanza davvero prossima alla end zone. 

·        Passer rating: è il coefficiente numerico con la quale si misura la prestazione del quarterback. Si calcola tramite una complessa operazione matematica che tiene conto di passaggi completati, yard guadagnate, passaggi da touchdown e intercetti. Il risultato totale può variare tra 0 e 158,3. Per fare un esempio concreto, il più alto passer rating per una stagione è stato ottenuto da Peyton Manning con 121,1. 

·        Sack: è l’azione nella quale il quarterback viene placcato dietro la linea di scrimmage prima che possa effettuare un lancio. Deve essere fondamentale, perché il sack si compia, che il quarterback mostri chiaramente l’intenzione di lanciare, altrimenti si tratta di un normale tackle e non comporterà una perdita di 5 yard. Per lui e la sua linea d’attacco subire un sack è una cosa abbastanza grave, per il difensore che lo compie invece è un motivo di vanto che ne fa apprezzare il valore ed è un dato rilevante per le statistiche. 

·        Safety: è un’azione nella quale la squadra in possesso della palla non riesce ad uscire dalla sua end zone. L’azione da due punti alla squadra che è in difesa e ci sono vari modi per metterla a segno: placcare un giocatore avversario in possesso di palla nella end zone, costringere un giocatore ad uscire lateralmente dalla end zone o bloccare un punt o un kick off facendo uscire il pallone dalla end zone. Per ultimo esiste anche il caso della “safety intenzionale”, quando una, squadra in vantaggio di almeno tre punti, a pochi minuti dal termine e con un quarto down da convertire a pochi metri dalla sua end zone, decide di perdere volontariamente 2 punti ed evitare di subire i 6 punti di un eventuale touchdown avversario. La logica che sta dietro a questa tattica, è che una safety fa mantenere il possesso alla squadra che la subisce e le permette di calciare un punt dalle proprie 20 yard, cercando quindi di allontanare il più possibile l’avversario e fermarlo nel poco tempo rimanente. Questo calcio prende il nome di “free kick” ed un esempio recente di safety volontaria è fornito dall’ultima azione del Super Bowl XLVII, dove i Ravens hanno scelto proprio questa tattica.

·        Scramble: è una giocata offensiva nella quale il quarterback, se evidentemente sotto pressione, decide di correre lateralmente o indietro per evitare il sack. E’ bene precisare che non è una giocata concordata, ma una scelta istantanea del quarterback.

·        Snap: è il gesto che da il via all’azione d’ attacco e viene eseguito dall’uomo centrale dei cinque di linea, il centro appunto, che consegna la palla al quarterback, il quale poi decide cosa fare.

·        Stunt: è un movimento effettuato dai defensive lineman che consiste nel cambiarsi di posizione per confondere le idee alla linea offensiva e cambiare il gioco dei blocchi. Uno stunt, rendendo più vulnerabile la difesa contro le corse, viene eseguito solo se ci sono azioni di passaggio e, più comunemente, per portare più pressione al quarterback con un blitz. 

·        Tackle: Sono i tipici placcaggi per fermare o atterrare un avversario. Possono essere eseguiti singolarmente o da più giocatori e perciò sono divisi in “solo” e “assist”. 

·        Tackle for loss: La differenza col normale tackle consiste nel fatto che questo comporta una perdita di yard per il giocatore che viene placcato. Infatti, nel caso un running back dovesse essere placcato dietro la linea di scrimmage, la sua squadra perde delle yard ed è costretta a ripartire più indietro del down precedente.

Con questo elenco abbiamo terminato di costruire, grosso modo, le fondamenta della nostra conoscenza sul football americano. Imparando questi termini riuscirete a capire più facilmente gli articoli che abbiamo trattato e tratteremo sulla NFL. E’ altresì vero che mancano ancora alcune situazioni che  ho scelto di tralasciare per ora e, magari, affronteremo più avanti. Per il momento studiate questo e, se posso darvi un consiglio, andate a vedere dei video riguardanti queste azioni così da facilitarvi l’apprendimento. Mi raccomando, alla prossima lezione sui ruoli vi voglio belli pronti, altrimenti rischiate un sack e una considerevole perdita di yard!




venerdì 31 maggio 2013

L'ANGOLO TECNICO: NFL BASICS







Benvenuti nel mio angolo tecnico! All’interno di questo spazio vi porterò alla scoperta del gioco più famoso degli USA, vedremo un po’ di tattiche principali delle squadre NFL e cercheremo di capire qualcosa in più delle dinamiche di gioco che avvengono sul campo da football. Vedrò di essere il più semplice possibile così che ognuno possa capire senza eccedere in tecnicismi.
Prima di tutto questo però è bene che vi spieghi i rudimenti del gioco e la lega principale di riferimento: la National Football League.

Composta da 32 franchigie, la NFL nasce nel 1920 per poi fondersi con la lega rivale, la AFL, nel 1970, dando vita all’organizzazione attuale. Le squadre sono divise in due “conference” principali: la AFC e la NFC. All’interno di queste due, i team sono ulteriormente distribuiti in “division”: North, South, West e East per un totale di otto division, quattro per conference.

Il campionato inizia a settembre con la regular season che consta di 17 giornate, di cui sedici di gioco e una di riposo. Si gioca sempre nel week-end ed il lunedì e ogni squadra, almeno una volta ogni quattro anni, si confronta con tutte le altre. Alla conclusione della stagione regolare iniziano i play off, a cui accedono sei squadre per conference, le quattro vincitrici di division e la quinta e sesta della conference. I play off si articolano in “Wild Card Round”, dove si affrontano la quinta e la sesta contro la terza  e la quarta, in “Divisional Round”, dove prima e seconda affrontano le vincitrici del turno precedente, nella finale di conference e infine nell’evento più atteso e seguito in America: il Super Bowl, in campo neutro, tra la vincitrice della AFC e quella della NFC. 

Detto della lega scendiamo in campo.



 

Il football americano si gioca in 11 contro 11, con cambi illimitati, su un campo lungo 120 yards (110 metri), comprese le due aree di meta, le “end zones”, di 10 yards ciascuna, e largo 53,5 yards (49 metri). Alle due estremità sono situate le due porte, a forma di “U” che vengono utilizzate come riferimento per i calci piazzati, i “field goals”. Si gioca con un pallone di forma ovale allungata con delle evidenti cuciture su un lato, le quali servono per una presa migliore. Ci sono quattro quarti di 15 minuti, con un intervallo, anch’esso di 15 minuti, tra il secondo e il terzo.

Le franchigie NFL sono composte da 53 giocatori, perché ognuna è formata da tre squadre, con rispettive riserve, all’interno dello stesso team: quella offensiva, quella difensiva e lo “special team”; quest’ultimo scende in campo in tutte quelle azioni in cui si calcia la palla.

Il match inizia con il “kick off”, un calcio eseguito dalle proprie 35 yard. Tutti i compagni del giocatore che esegue il calcio, il “kicker”, devono trovarsi dietro al pallone. La squadra che riceve la palla giocherà in attacco e il gioco incomincerà da dove è stato fermato l’ovale, oppure, se supera la end zone, si parte dalle proprie 20 yard. Chi attacca ha quattro tentativi, i “down”, per riuscire ad avanzare almeno di 10 yards. Durante il down la palla, che viene posizionata sulla “linea di scrimmage”, può essere passata in avanti solamente una volta mentre la si può passare all’indietro senza limitazioni. Superate le 10 yards si ottengono altri quattro tentavi per portarsi in avanti. Nel caso in cui non si riuscisse ad oltrepassare le 10 yards nei quattro down a disposizione, la squadra che ha attaccato va in difesa, quindi esce l’”offensive team” ed entra il “defensive team”, e viceversa.

Se la squadra in possesso della palla giunge nella end zone avversaria si realizza un “touchdown”; questo vale 6 punti e dà diritto ad un “extra point”. Quest’ultimo può valere un punto se viene calciato in mezzo ai pali da una linea a 2 yard dalla end zone, oppure due punti se è portato in meta con le mani dal medesimo punto di partenza. Quando si è segnato un touchdown si riprende con un kick off da parte del team che ha segnato, dunque a ricevere palla sarà la squadra che ha appena subito il touchdown. Ci sono anche altri metodi per segnare: calciare un field goal, che vale 3 punti o placcare l’avversario nella sua area di meta, realizzando quindi una “safety”, che vale 2 punti.  Nel caso in cui la squadra in attacco sia al terzo down e non sia ancora riuscita a coprire le 10 yards, spesso si esegue un calcio di spostamento, chiamato “punt”, che cercherà di far ripartire la compagine avversaria il più lontano possibile.

Prima di ogni azione, i giocatori si riuniscono in raggruppamenti, detti “huddles”, ove il capitano comunica la giocata da effettuare.

In campo ci sono ben sette arbitri, poiché i numerosi contatti corpo a corpo, anche molto duri, rendono necessario un severo regolamento. Nel caso in cui un giocatore commetta un fallo, ce ne sono di tantissimi tipi, l’arbitro lancia per terra un fazzoletto, la “flag”, di colore giallo che comporta una perdita di 5 o 10 yard a seconda dei casi.

Queste sono proprio le basi da cui partire per capire il gioco del football americano, ovviamente ci sono molti altri aspetti, anche complessi, che avremo modo di vedere successivamente. Per ora iniziamo ad allenarci con quanto visto e, mi raccomando, vi aspetto preparati alla prossima lezione sulla NFL!